La figlia del vento

Alejandra Pizarnik aveva un sorriso dolce, con due pieghe agli angoli della bocca come gambe di ballerina, gli occhi vigili, appena speziati dall’inquietudine. La sua foto più celebre la ritrae col viso appoggiato alla mano, lo sguardo che si allontana. Sul dito porta un anello. Una fotografia può dirci molte cose, una fotografia è un testimone, rappresenta la chiave di accesso alla personalità. Così alcune fotografie della Pizarnik in un certo senso sono sorprendenti, osservandole con attenzione suggeriscono una volontà di allegria che contrasta con la sua sembianza poetica. “Sono oscura perché sono sola” disse di sé. Forse non era oscura, non si può essere oscuri con un viso pieno di clemenza come il suo, ma sola lo era senz’altro. Era nata a Buenos Aires, il 29 aprile 1936, da una famiglia di immigranti ebrei dell’Europa Orientale. Studiò lettere e filosofia nell’università di Buenos Aires, poi visse a Parigi e dopo di nuovo a Buenos Aires, dove morì il 25 settembre 1972 – probabilmente suicida – a seguito di un sovradosaggio di secodal.

Alejandra Pizarnik, FIGLIA DEL VENTO

Sono venuti.
Invadono il sangue.
Profumano a piume,
a mancanza, a pianto.
Però tu alimenti la paura
e la solitudine
come due animali piccoli
perduti nel deserto.
Sono venuti
ad incendiare l’età del sogno.
Un addio è la tua vita.
Però tu ti abbracci
come la serpe pazza del movimento
che solo ritrova se stessa
poiché non c’è nessuno.
Tu piangi sotto il pianto,
tu apri il baule dei tuoi desideri
e sei più ricca della notte.
Però c’è tanta solitudine
che le parole si suicidano.

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2 commenti
  1. francesca cenerelli ha detto:

    Caro Andrea,
    seguo il tuo blog e ne ho intensità… non so come dire, ma lo trovo prezioso. Prezioso come un cofanetto che sprigiona luccichii di vecchi gioielli. Con essi, un mondo…
    più prezioso di mille e mille critiche di blog letterari, più prezioso di mille e mille scritture di intellettuali, più prezioso di mille e mille servizi giornalistici nelle pagine culturali…

    i tuoi post lasciano profumo, si spandono, non ha importanza null'altro…

    Grazie per queste belle sensazioni che mi regali.
    Francesca Cenerelli

  2. Andrea Pomella ha detto:

    Francesca tu sei gentile e queste parole sono come l'aria. Grazie infinitamente.

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