I solchi scuri del loro pianto

Un tempo immaginavo che il mondo fosse una lunga strada secondaria piena di buche e di voragini che andava avanti come in una missione dalle origini remote. Quelle buche e quelle voragini rappresentavano le nuove e le antiche povertà. Se un viaggiatore si fosse fermato a chiedere agli uomini accampati nei ripari di canne che cosa pensassero di quei solchi, gli uomini avrebbero risposto che le buche ci sono da sempre e che perdurano nel tempo, dalla prima comparsa dell’uomo, e che per quanto qualcuno si adoperasse a ricoprirne una, subito, da un’altra parte lungo la strada, si aprirebbe una nuova voragine, più vasta e profonda della precedente. Coprire le buche diventerebbe perciò uno sforzo vano come la fatica di Sisifo.Su quella strada secondaria cammina un poeta cheyenne tra i più rappresentativi della scena culturale americana, il suo destino è cantare le voragini profonde dell’uomo e della società. Lance Henson è nato a Washington D.C. nel 1944 e cresciuto nell’Oklahoma occidentale con la sua tribù. Laureato in scrittura creativa all’Università di Tulsa, ha pubblicato numerosi libri di poesie e la sua opera è presente nelle principali antologie di letteratura dei nativi americani. Nei versi tragici e meravigliosi che Henson ha dedicato alle vittime dell’eccidio in Ruanda c’è un passo speciale che dà voce a quella strada massacrata dalle tracce lasciate dagli ultimi della terra: “Anni fa, vagando in un temporale a San Francisco / Ho sognato un campo bianco di teschi / In un terreno fangoso in Ruanda / Le uniche macchie scure, le cavità dove prima c’erano i loro occhi”.

Lance Henson, GLI SCOMPARSI

da qualche parte nell’oscurità illuminata dalla luna
appena prima dell’alba
qualcuno accende una candela

lei passa la mano sulla
foto di un figlio una figlia
forse un marito

un volto sparito nelle nebbie di guerra
li chiamano gli scomparsi

questi volti su centinaia di muri
ovunque nel mondo
compaiono in migliaia di manifestazioni

portati per le strade dalle donne
gli uccelli che le sorvolano
riconoscono i solchi scuri
del loro pianto
ed uniscono il proprio canto al loro
ascolta
stanno cantando

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