Italian-Party

14 settembre 2009

lapdance1La domenica mattina ascoltando i tiggì nazionali ho avuto la sensazione che mi crescessero ali sottili come quelle delle mosche e che, più o meno come nella metamorfosi di Kafka, mi ritrovassi improvvisamente mutato in un insetto che riposa sul bordo di un fossato. Dentro a quel fossato trasformato in un’enorme sala da ballo ho avuto l’impressione che si agitassero i corpi di uomini e donne avvolti in una nuvola di luci e impegnati in danze sfrenate e lascive. Stanchi, sudati, coi musi schiumosi come di animali assetati, quegli uomini e quelle donne si muovevano su un tappeto di cadaveri invisibili. In questa luce bianca ho capito che l’Italia moderna, al contrario di quanto è scritto nella costituzione, è una nazione fondata su un’ecatombe inavvertita. Così, mentre i tiggì ribattevano le sparate di un ministro del governo impegnato a dare una definizione tutta sua di diritti umani, mi sono messo a frugare nel web alla ricerca di qualche dato ufficiale. Questi sono i numeri della festa.

ITALIAN-PARTY

Questo giorno piovigginoso di settembre ’09
sta succedendo debolmente qualcosa
Sono seduto sul pavimento della camera e ascolto
il cinguettio maligno degli avvoltoi
sorbisco il resoconto della giornata politica
nell’odore di vernice fresca appena stesa
sui muri di casa
Si dice che il nuovo autunno non sarà come quello passato
A casa loro, sì, dove sono cittadini
latra il ministro prima di un comizio a Ferrara
qui sono i nostri che hanno i diritti!
Ministro lei sa che la dichiarazione universale
dei diritti umani è del ’48?
E che la storia dell’uomo è nata in Africa?
E sa che la Carta di Kurukan Fuga
fu voluta dal re del Mali nel 1236
ed è la più vecchia costituzione al mondo?
Oh ministro lei di certo
scrollerà le spalle e volgerà gli occhiali
al suo fine uditorio in mutande e canottiera
e un’espressione di suprema derisione allagherà
le sue rughe e la sua camicia a quadri da uomo
che lavora
E lei invece presidente?
Dio le ha dato in pregio un doppiopetto che infiamma
le cosce delle vergini
e tutto il mondo conosce la sua opinione
su giornali, mafia e immigrazione
ma se ne infischia se nei primi sei mesi di quest’anno
nel solo Mediterraneo lungo le rotte dell’emigrazione
i morti sono stati quattrocentocinquantanove
e che dall’88 gli emigranti e i rifugiati
scomparsi lungo le frontiere europee sono almeno
QUATTORDICIMILASEICENTOSETTANTANOVE
Sissignore rilegga bene e con ponderazione
L’Italia è un party con donne in topless
e noi non ci morderemo la mano
se non sarà più lei, presidente, la lapdancer a ballare
su questa montagna di cadaveri

(Andrea Pomella – Settembre 2009)

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6 Risposte to “Italian-Party”

  1. m0rgause Says:

    Assolutamente condiviso Andrea, parola per parola…

    La Carta di Kurukan Fuga…

    Andrea ma tu parli di gente che scrive male anche il proprio nome, come dice la mì nonna Livornese, abita di casa in Via Dell’ignoranza e se ne vanta fornendoci ogni giorno fantozziane patetiche visioni di neuroni rinseccoliti- come le loro arroganti palle.
    Una bella pulizia pasquale non sarebbe male, cià:-)
    bacioimmenso, fratello di parola,
    subcomandante enri***

  2. AFoderaro Says:

    ci vorrebbe un secondo “diluvio” … non universale però, ma circoscritto alla sfera politico-amministrativa.

    La poesia è la più nobile ed autentica forma di resistenza!
    saluti, Anto


  3. Come tracciare un excursus storico sociale in poche righe che si concentrano sul diritto, diritto? Mio Dio, il guaio é aver obnebulato nella mente della gente il concetto stesso di diritto, che pare relegato a polverosi fogli costutuzionali lontani dalla consapevolezza “vulgare”….
    poi l’accusa il dito in quel numero si fa preciso, si fa sdegno dinanzi all’indifferenza bieca al dolore, un numero 14679, … 14679 morti e dispersi e qui si parla di veline.
    Siamo arrivati, Andrea, ma non si sa ancora bene dove….
    io un’idea ce l’avrei, come te, del resto.

    grazie, n.

  4. Ornella Says:

    Ti avevo già detto che mi piace molto leggerti, Andrea…Questa descrizione della pochezza morale, con poche righe, dove ogni parola trova il suo giusto equilibrio, rende leggera la lettura e restituisce la crudezza del contesto sociale in cui viviamo…..

    Ancora complimenti……e grazie…

  5. Andrea Pomella Says:

    Enrica, la tua nonna livornese è saggia, molto saggia, e in via dell’ignoranza hanno piantato le tende almeno trenta milioni di italiani.

    Antonella, Ernesto Cardenal ha detto: «Le dittature entrano anche nella lingua. I primi poemi contro Somoza toccò a me scriverli, e furono epigrammi. La buona poesia si fa con cose concrete, che si gustano e si vedono. Bisogna partire da sé, e poi tendere verso l’altro. Questo lavoro, per me, è la rivoluzione».

    Natàlia, i numeri… l’ho scritto già da qualche parte un po’ di tempo fa, ormai siamo ridotti in un modo tale che per noi che siamo opinione pubblica, per i governanti, per gli esperti di statistica, per i giornali, i numeri sono diventati più importanti degli uomini.

    Ornella, grazie, tu elegantemente parli di “pochezza morale”, io direi che si tratta di bieca indifferenza di fronte a un’ecatombe di proporzioni immani.

  6. moira crociani Says:

    Ci sono ancora giornali, pochi, ma ci sono, che si sforzano di raccontare quei numeri.
    Come ci sono programmi televisivi (della tv di stato! miracolo!) che di recente hanno testimoniato con forza il dramma dei respinti.
    Esistono ancora testimoni preziosi. Il problema è che la loro esistenza è diventata ormai una vera e propria r-esistenza! Ma per quanto ancora resisteranno?
    La libertà d’informazione è un bene troppo prezioso. Per questo è importante e necessario sabato 19 essere tutti presenti a Piazza del Popolo!


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