Quando i treni si levano in volo

I treni sono entrati presto nella mia vita, sono passati dentro la mia coscienza e intorno a me, i treni coi loro passi battenti hanno segnato il ritmo del mio respiro fin dal giorno in cui sono nato. Provengo da due generazioni di ferrovieri, uomini che fecero di tutto per versarmi nelle vene il richiamo della ferrovia. Da ragazzino, ricordo, c’era una cosa che più di tutte bramavo con la forza smaniosa dei desideri, era il cappello da ferroviere di mio padre. Quando vedevo quel cappello disabitato, incustodito sul ceppo di un attaccapanni, o trascurato sul bordo del letto grande, venivo preso da una tentazione indomabile, dal desiderio di afferrarlo e infilarci dentro la mia testolina e poi correre davanti allo specchio grande all’ingresso di casa per ammirarmi in tutto il mio splendore. Credo che quel cappello avesse per me la stessa forza magica che ha, per una ragazzina, un vestito da principessa, il mistero incantato che trasforma la realtà in un sogno. Io mi vedevo, in quel cappello così grande, come un cavaliere senza macchia e senza paura che andava fiero e a testa alta a governare il suo destriero, personificato nel mio caso da quella macchina di fuoco e velocità che era il treno. Ascoltavo nella mia fantasia la voce del capostazione che avvisava della chiusura delle porte, il fischio veloce che trapassava la banchina da parte a parte, i saluti dei viaggiatori affacciati ai finestrini, e il lamento dei primi passi stiracchiati del locomotore sulla strada ferrata. E insieme al cappello mi sentivo immensamente attratto da un altro oggetto misterioso e pieno di seduzione che mio padre custodiva in un cassetto. Era un segnalatore luminoso che emetteva due luci alternate, una rossa e una verde, che credo servisse per le comunicazioni tra capotreno e macchinista. Questo oggetto – di cui ignoravo perfino il nome – era la mia lanterna magica, il lume che con le sue due luci proiettava per me, sui muri di casa, tutto un mondo decorato di immagini e meraviglie. Sono successe tante cose nella mia vita, cose che col tempo mi hanno portato a disconoscere le radici avvelenate di una parte della mia famiglia, esattamente la parte che indossava cappelli da ferroviere. Eppure, se ripenso ancora a quei treni quasi azzurri che rigavano il cielo in certe mattine d’inverno e che scuotevano, al loro passaggio, la nudità degli alberi che contornavano la stazione, io sento ancora dentro di me un silenzio che muta la giornata e rimango col respiro troncato che avevo da bambino, come uno che aspetta ancora che si apra una porta e ne discenda un macchinista, un re, un sovrano luminoso che viene a chiedermi il cambio e mi consegni la chiave e lo scettro, gli strumenti per condurre il destriero di fischi e ferro oltre la curva della ferrovia.

Julio Monteiro Martins, IL TRENO

Il treno corre
dentro la valle.
Attraversa una giornata
splendida e duratura.
Al cellulare
mi racconti
dei tuoi piani
per noi due,
ed io ti ascolto
mentre guardo dal finestrino
il paesaggio:
i riflessi sul fiume,
i cipressi,
i casolari distanti.

Buio.
Un colpo.
Una galleria.
La tua voce scompare
dal palmo della mia mano.
Fuori dal vetro
il nero assoluto.
Il nulla.
Guardo dentro la carrozza
per la prima volta.
Sono solo.
Come mai?
Poco fa,
credo di ricordarmi,
c’erano altri.
Quando sono scesi?
Dove sono andati
tutti?

Cerco in fretta
di rifare il numero
ma ormai non c’è campo.
Quando tornerà?

Fuori dal treno
dalle tenebre
viene un rumore
assordante
di ferro che taglia l’aria,
di aria che taglia roccia.
Dentro il mio vagone
le luci balenano
e poi si spengono.

Ora ci sono io
e quel ruggito nel buio.
Dentro il mio corpo
gli organi faticano.

I treni
quando penetrano la montagna
spariscono per sempre.

I treni
quando perdono i freni
non si levano in volo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: