È una storia lunga

9 novembre 2009

rainIn certi giorni di pioggia si vedono gli uccelli planare a bassa quota con una calma sconcertante. Seguono rotte misteriose dettate da leggi che noi umani non comprendiamo. Ignorano il vento e le correnti, l’aria gonfia di umidità e il rumore scrosciante delle pozzanghere battute dal temporale. Se ti affacci a una finestra di città, ti può capitare di osservare questo volo basso di piccoli stormi che vanno piano come gli aeroplani quando li vedi attraversare l’orizzonte. Ci sono molte domande che ti vengono in mente, quando in una pausa dal lavoro, o in un momento che hai deciso di non impegnare in niente lasciando che la vita fluisca via senza chiederle nulla in cambio, ti soffermi a osservare le cose insignificanti che fanno da contorno alla tua esistenza. Ti accorgi allora che ci sono sfondi e rumori che passano inavvertiti e che messi tutti insieme formano la parte più consistente della scena su cui ti muovi, ti rendi conto di essere a tua volta una presenza discreta e di poca importanza per una miriade di cose che generalmente non tieni in alcuna considerazione, che sei una piccola felce battuta dal vento, un’ala di insetto, qualcosa che è meno di niente. Forse tenere conto di tutto questo significa ricercare l’armonia delle cose. La dannazione maggiore degli uomini consiste nel fatto che essi sono in perenne bilico fra due mondi, quello esteriore e quello interiore. Tanta è l’attenzione che dedicano al loro mondo interiore che, nove volte su dieci, ignorano completamente la realtà fisica in cui sono calati. La tua libertà, allora, sta forse nell’imitare il volo impassibile di quegli uccelli da pioggia, l’imperturbabile trasvolata nelle sferzate della grandine e del vento, il turbine in mezzo al quale, con un po’ di fortuna, ti può capitare perfino di incrociare lo sguardo di un uomo che ti osserva da una finestra; ha le maniche della camicia arrotolate sui gomiti, un gilè nero e gli occhi innamorati.

È UNA STORIA LUNGA

Per vent’anni hai camminato
sospeso in aria come le foglie
di quel bel tiglio che fa ombra alla tua camera
o i rami d’oleandro che ti portavi in casa da ragazzino
e lei – con una voce che non era più nemmeno la sua –
ti richiamava in casa
La vita che hai conosciuto fino ad ora è caduta
massiccia e torpida come la pioggia che viene giù
la grandine a cui non sai tendere la mano
È una storia lunga – hai mormorato – forse un giorno te la racconterò
Per una storia che si inabissa negli occhi
un’altra sale

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5 Risposte to “È una storia lunga”

  1. Isabella Verdiana Says:

    Andrea, la tua anima si vede al pari delle tue parole. Amo tanto il modo in cui esprimi il reale, diverso dalla realtà…quella é sempre soggettiva…ma…non tu! Non sei così solo nella mia soggettiva visione, sei quello che scrivi e solo un cieco non vedrebbe la tua bellezza! Così, semplicemente, come tu vedi l’eccellenza della ‘normalità’ che sotto gli occhi di pochi cade…Tu ti vedi? Spero tu veda te stesso come ti vedo…Questo articolo non é solo arte. Sei tu! e come si potrebbe non vederti?! La vita in te avvampa come un fuoco sempre acceso e quando ti leggo ne sento il calore! Grazie. Isa

  2. Isabella Verdiana Says:

    Ohmammamia! 🙂 Sembra una dichiarazione d’amore…ma in fin dei conti lo é! Quale amore é più grande che quello per un’anima? Credo (parafrasando) che fu Rimbaud che disse a Verlaine: chi non ama la mia anima non può di fatto amarmi.’

    • Andrea Pomella Says:

      Qualcuno ha detto che lo specchio migliore è un vecchio amico. A questo punto ti vorrei nella parte del vecchio amico Isabella, almeno potrei credere che le tue belle parole corrispondono in effetti alla realtà rispecchiata di ciò che sono.
      Scherzi a parte, ti ringrazio di cuore, come sempre.

  3. Hanna Says:

    La vita è stupenda…eppure è vero, pur facendone parte, tutti, siamo in realtà “una presenza discreta e di poca importanza…” Questo passaggio mi ha colpito profondamente.
    Ciao!!
    H


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