Prima del sonno

26 novembre 2009

Quante volte hai riflettuto sulla possibilità di darti alla fuga? Quante volte hai speso interi pomeriggi o notti insonni a progettare nel silenzio dei tuoi pensieri il modo per aprire un varco nella tua vita e scomparire nel nulla, ricostruire la tua storia e il tuo tempo in un altro posto lontano e inaccessibile? La fuga è un’arte a cui presto o tardi ci dedichiamo tutti. La mia fuga costante è di un genere particolare, è una fuga a ritroso che mi capita di sperimentare ogni sera un secondo prima di addormentarmi. È l’ultimo momento di coscienza che sfiora il limite del sonno e con una chiarezza lampante mi porta per pochi attimi in un tempo remoto, lontano dal presente. Non sono uno scrittore di poesie, pratico la poesia con un senso di fastidio, come se mi avventurassi nel corridoio di una casa che non mi appartiene. E tuttavia ci sono giornate in cui non riesco a schivarne la tentazione. Già, perché la poesia è una tentazione, una tra le più forti che seducono l’uomo. Così un paio di pomeriggi fa ho tentato di descrivere la mia fuga nel tempo con i versi di una poesia. C’è un tipo che mi racconta sempre la sua vita di tanti anni fa, di quando era bambino. Lo conosco così bene che a guardarlo i miei occhi riscoprono una forma inattesa di coraggio.

PRIMA DEL SONNO

E sempre un attimo prima di sprofondare nel sonno
sorrido
intravedo la sommità delle mie dita da ragazzino
la boscaglia, le tenebre, i sassolini
di una strada sterrata che costeggia un fosso
mi torna in mente qualcosa che ho perduto
dietro le palpebre, nella voce e nel sangue
l’innaturale declinazione del mio corpo
che di punto in bianco si ritrae
e come un cavallone frigge la sua schiuma
su una spiaggia rada e deserta
così riappaiono i volti giovani e spontanei dei miei genitori
mi precipito a salvarli senza esitazione
quasi stringendoli fra le dita con una forza che non mi è chiara
come fossero due tazzine vuote del caffè
sbattute l’una contro l’altra
frantumate

Ogni sera è sempre la stessa sera
e la mia vita sta tutta in un posto
un serpente velenoso avviluppato nella cesta
dove io non posso entrare

(Andrea Pomella, Novembre 2009)

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4 Risposte to “Prima del sonno”


  1. è una poesia bellissima, Andrea.
    purtroppo, a volte, davanti alle cose belle non riesco a dire altro.
    n.

  2. Andrea Pomella Says:

    Ti ringrazio Natàlia.

  3. elina Says:

    è un testo che mi ha fatto pensare
    e rileggendolo trovo che tocchi il profondo di ognuno
    la sfera delle emozioni, delle visioni
    fuggire vuol dire estrapolare dal tuo vissuto ciò che di unico ti ha dato
    in piena consapevolezza direi

    grazie, elina


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