Gli déi hanno sete

Sappiamo ormai tutti, e perciò non abbiamo scuse, che negli ultimi cinquant’anni l’incremento della popolazione mondiale ha fatto sì che l’acqua sia diventata una risorsa sempre meno condivisa. Abbiamo notizia che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale stanno ora premendo sui paesi del Terzo Mondo perché svendano la loro acqua alle multinazionali per ridurre il loro debito nazionale. Les dieux ont soif, gli déi hanno sete, si potrebbe dire citando il titolo di un famoso romanzo di Anatole France. Sappiamo anche, non è più un mistero per nessuno, che le prossime guerre nel mondo saranno combattute dagli eserciti per il controllo degli approvvigionamenti idrici. Una delle zone della Terra in cui la scarsità d’acqua minaccia il ricorso alla guerra, o in parte ne è già stata la causa, è proprio Il Medio Oriente. Nel 1979 l’allora presidente della repubblica egiziana Sadat, lanciando una sfida direttamente all’Etiopia, disse: “L’unica questione che può portare di nuovo l’Egitto in guerra è l’acqua”. Fra tutte le guerre che l’uomo ha combattuto nel corso dei millenni, una guerra fra eserciti di uomini assetati è quanto di più spaventoso si possa immaginare. Un uomo assetato è un uomo che non ha più il controllo delle proprie pulsioni, ha gli occhi secchi e la pelle raggrinzita coma quella dei vecchi, ha il sangue denso e il cuore affaticato, ha vertigini, nausea, vomito e sdoppiamento della visione. Un uomo assetato non governa più il palpito del suo cuore. Così oggi ho incontrato la poesia del poeta argentino Rodolfo Alonso, questa in particolare – che trovo esemplare – per la quale non occorre che aggiunga altro, se non un invito a leggerne i versi, così pieni di un sarcasmo tragico e amaro.

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Rodolfo Alonso, ALL’OMBRA DI MALTHUS

Dei saggi annunciano,
con discreta emozione
e soppesando dati,
in modo sinistro,
irreprensibili,
che nel Terzo Millennio
sempre più uomini avranno sete.

(Al farlo, non saranno,
come si vede,
sufficientemente
originali:
tutti i secoli
ebbero la loro
sete di giustizia,
libertà e bellezza).

Adesso, finalmente, sembra proprio
– miserabile miracolo,
spreco crudele,
irrisorio destino
finale – , che gli umani
avranno la fortuna
di uccidere morendo
(a caccia di piogge,
in oasi blindate,
recintando fiumi,
rinchiudendo il mare)
per una semplice, serena,
salutare e letale
cristallina sete d’acqua.

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