Insubordinazione

22 dicembre 2009

Qualche giorno fa sfogliando i giornali mi sono imbattuto in una notizia che deturpa il mondo. L’esercito USA ha inserito la gravidanza tra le proibizioni per le soldatesse impegnate nel fronte nord dell’Iraq. Sembra che neppure gli alti gradi dell’esercito americano ricordino un precedente a un divieto del genere. Un documento delle Nazioni Unite riconosce alle donne, tra le altre cose, i diritti riproduttivi e il diritto alla dignità, principi basilari che vengono calpestati in un colpo solo da questa decisione. La minaccia della corte marziale riguarda anche i padri, inclusi i legittimi mariti. A quanto pare i motivi che hanno spinto il comando statunitense a emettere un ordine del genere andrebbero rintracciati nella penuria di forze in campo e nell’impossibilità di garantire ricambi e rinforzi dopo otto anni ininterrotti di guerra. Ho pensato così di scrivere dei versi, perché ho sempre pensato che gli eserciti rappresentino un’aberrazione umana e perché, riflettendo su questa notizia, mi sono accorto che la definizione di “donna-soldato” è una turpitudine linguistica, una perversione dell’uomo.

.
INSUBORDINAZIONE

Lei svelta di tacchi corre
al posto di guardia c’è un foglio
con l’orlo sbalzato e una dentatura ufficiale
una notizia del comando generale:
Ordine alle donne-soldato, vietato rimanere incinta!

vietato al grembo di ingrossarsi
vietata alla vita di uscire piangendo
vietato il cielo e vietate le stelle
vietato tutto ciò che è contrario alla causa delle forze
di terra
la vita è cosa marcia e mediocre in un fronte
di guerra

lei “donna-soldato”
– una parola incoerente un ossimoro
una contraddizione in termini –
ora sa
che se per pura sventura o malasorte
nel suo ventre materno sotto il giubbotto a lama di ceramica
spunterà una bomba a mano rotonda e piccola
e viva
che non fa parte della dotazione originale
che non farà polpette di carne delle anche di un bambino
che non sopprimerà orchi e babau
un tribunale militare ne chiederà conto
col capo d’accusa di insubordinazione

Così la più
ricca
civile
potente
democrazia occidentale
manda la procreazione davanti

a una corte marziale

(Andrea Pomella – Dicembre 2009)

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5 Risposte to “Insubordinazione”

  1. enrica morgause Says:

    Non è la più
    ricca
    civile
    potente
    democrazia occidentale Andrea, ricca lo è stata, civile no, potente ora non lo è più.
    Le donne soldato: io credo che una donna debba saper combattere come un uomo per difendere una sua Idea,per me è la LIbertà per esempio, ne abbia il diritto e il dovere; ma la decisione di mettere al mondo un figlio o meno spetta a lei, a lei soltanto.
    Però Andrea in casa mi hanno raccontato di quando ngli anni 60 in alcune fabbriche del nord Italia le donne incinte venivano licenziate… addirittura non potevano avere rapporti con gli uomini della stessa ditta; insomma la donna è stata e continua ad essere usata.
    Ma può anche combattere per non esserlo, i modi ci sono. Grazie per quest post, fratello di penna, un bacio enrica

    • Andrea Pomella Says:

      Ciao cara, saper combattere è cosa diversa dal fare la guerra e sacrificare per essa ogni diritto, perfino il più elementare. Riguardo alle donne incinte che vengono licenziate non c’è bisogno di andare agli anni Sessanta e nelle fabbriche del profondo nord; è cronaca di tutti i giorni, credimi.

  2. fernirosso Says:

    Le donne sono un sol
    dato
    dall’inizio del tempo
    il resto è
    ab O mini(m)o
    di un uomo
    scritto e corretto in secoli
    di lotterie per continuare a spartire
    un primato che si infossa
    in un cordone di morti
    in un presi-dio di stupri e violenza
    Guesto è la guerra
    mai santa mai crociata
    se non per uno sterminio di croci
    da un paese all’altro senza con fine
    senza fine
    ancora oggi che si dicono potenti
    su una terra che ha un ventre di fuoco
    e con un colpo solo
    mette in buca tutti quanti.

    Ciao e grazie per aver portato alla luce questa ulteriore barbarie.
    ferni

  3. maria Says:

    Grazie Andrea, infatti le donne sanno combattere, eccome sanno combattere e resistere e anche obbedire alla natura e stare zitte… Fare la guerra invece è contro natura e contro logica e contro buon senso!


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