Il silenzio raggiante dell’amore pieno

Ho guardato la gente festeggiare Natale da dietro le finestre della casa di mia madre. Le strade vuote e brillanti di pioggia, i vetri di case smaglianti di luce, le canne fumarie in bella attività, le macchine parcheggiate con una brina di sospensione sulla carrozzeria. Così è il mondo nei giorni di festa, non una sola persona che vaghi per le strade in cerca di un’occupazione per passare la giornata. Un tempo le feste erano riti collettivi, la gente più solitaria cercava un modo per associarsi al mondo, piccolo o grande che fosse. Oggi durante le feste le persone scompaiono di scena, si rintanano nei loro ambienti domestici con le cinque o sei persone a loro più care, si disinteressano di tutto il resto, dei tetti, dei prati, dei nidi e degli alberi, delle autostrade e dei caminetti degli altri. Le feste, in questa èra del mondo, sono esaltazioni di egoismo. Ho sulla scrivania un piccolo pupazzo di neve rinchiuso in una bolla di vetro. Se lo volto ci cade sopra una neve spicciola fatta di brillantini, la neve (o la materia plastica che la interpreta) resta in sospeso nella bolla di vetro per un tempo indefinito, fluttua riverberando sotto la luce elettrica della stanza. Dura in tutto meno di un minuto, poi intorno al pupazzo di neve torna il sereno. È il regalo gentile di qualcuno. “Il silenzio raggiante / dell’amore pieno” leggo in una poesia di Mario Luzi che ho stampato dieci minuti fa e che adesso tengo sotto gli occhi fra l’agenda e la tastiera del computer. È questo che sentivo riecheggiare nelle strade vuote di persone il giorno di Natale? È questo “silenzio raggiante” l’eco che risuona nell’universo vuoto di noi piccoli pupazzi sigillati in tante bolle di vetro?

.
Mario Luzi, RIDOTTO A ME STESSO?

Ridotto a me stesso?
Morto l’interlocutore?
O morto io,
l’altro su di me
padrone del campo, l’altro,
universo, parificatore…
o no,
niente di questo:
il silenzio raggiante
dell’amore pieno,
della piena incarnazione
anticipato da un lampo? –
penso
se è pensare questo
e non opera di sonno
nella pausa solare
del tumulto di adesso…

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