Calare i pantaloni

Le foto della rivolta di Rosarno pubblicate oggi dai giornali d’Italia sono il documento di un tempo e di un’epoca che non respira, sono una ferita, una scottatura ai margini di un corpo ricco e grasso ma inconsapevolmente ammalato. Ci sono ragazzi in maglietta a mezze maniche (anche in Calabria siamo nel mese di gennaio) sorpresi in corpo a corpo con gli uomini dei reparti mobili della polizia (a loro volta con casco e manganello). A uno di quei ragazzi nella colluttazione sono addirittura calati i pantaloni. Nell’immaginario occidentale calare i pantaloni è il segnale della resa, in quella foto è l’impronta di una disgrazia. C’è qualcosa che fa male oltre ogni dire in quel particolare dei pantaloni calati, qualcosa che rimanda a un bambino vestito con troppa fretta, o con quel poco che c’è, o comunque sopraffatto da una forza alla quale non può in alcun modo opporsi. C’è un fiume di articoli, oggi, che parla di questi diseredati, di questi fantasmi neri che vagano nei campi del sud Italia a vendere le loro braccia per venti ore al giorno in cambio di qualche euro buono appena per comprarsi il pane, vite spremute dalle mafie italiane, maschere senza speranza che vagano la notte fra tende, casolari e fabbriche abbandonate. Secondo una buona maggioranza di miei connazionali sono loro il “problema”, il “pericolo” che ci rende le notti insonni, il “nemico” da combattere con ogni mezzo, o – come disse quel consigliere comunale della Lega di Treviso – coloro contro i quali “bisogna usare lo stesso metodo delle SS”. La realtà è che i fatti di Rosarno sono l’anticipo di quello che avverrà se un bel giorno queste masse di diseredati prenderanno forza e coscienza dei loro diritti di uomini ribellandosi alle catene dello sfruttamento e della prevaricazione. Sarà allora l’inferno. Anche se, come diceva Flaiano, “per gli italiani l’inferno è quel posto dove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d’accordo”.

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1 commento
  1. Ornella ha detto:

    Uomini che vivono nell’angoscia che i loro familiari sappiano in quali disumane condizioni sono costretti a lavorare e a vivere. Anche se non hanno documenti, e quindi non gli si attribuisce un passato, sono figli, mariti, padri, fratelli…sono uomini ai quali viene negata ogni dignità, ed in realtà vivono perennemente con i pantaloni calati…..

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