Gli occhi pieni di sale

Stanotte ho sognato una canzone. All’improvviso, nella casa grande che era dei miei nonni, quella col giardino, quella che di notte suonava come una corte e le ore battevano lente sull’orologio a parete dell’ingresso, all’improvviso quei versi e quella musica: “i tuoi occhi sono pieni di sale / di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare / di quel sale che a pensarci ti vien voglia di guardare”. A quel tempo non andavo spesso al mare, potrei dire che non ci andavo mai. D’estate le stanze e i loro silenzi diversi erano tutto il mio mondo. Forse le canzoni di Rino Gaetano le avevo ascoltate alla radio, quando ero molto piccolo mia madre aveva l’abitudine di tenere accesa la radio per tutta la mattina e, a quanto mi racconta, Rino Gaetano era il cantante che amavo più di tutti. Negli anni a venire ho riflettuto a lungo su quei versi. Avevo avuto anch’io, forse in un’altra vita, gli occhi pieni di sale. Ciò che mi sconcertava di quella canzone è che in una frase tanto semplice, in quelle piccole parole scandite in tre riprese (i-tuoi-occhi / sono-pieni / di-sale), c’era un tale condensato di poesia da ferire l’anima, come una luce che arriva a lampi nelle rocce profonde e millenarie. Provavo una sensazione fisica molto intensa al racconto di “quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare”, un intero mondo fatto di sabbia e di sole, di pace e risacche, di gabbiani e di piccole costruzioni intonacate di bianco, di vecchie barche con il legno a riccioli, di reti stese ad asciugare e di occhi gonfi e saturi, infiammati d’amore. Rino Gaetano ha rappresentato per me la vita semplice e la vita prossima, la più familiare, la sua musica mi è consueta come la forma delle mie mani. Sarà per questo che con lui posso permettermi il lusso di sognare canzoni, la sua voce nel mio orecchio, come solo le voci dei morti parlano (nel suo caso cantano). La tua mente è piena di sale / La tua mente è piena di sale / di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare / di quel sale che a pensarci ti vien voglia di pensare.

Annunci
1 commento
  1. Anifares ha detto:

    alcune volte le canzoni partono nel cervello da sole e come quando qualcuno scava nei ricordi ma non esce un’immagine ma una musica e some tutti i ricordi rimane in eterno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: