Chi ha la chiave dei sogni apre qualunque porta

Ci sono giorni in cui i miei occhi si fermano su cose particolari, oggetti o persone o luoghi che il linguaggio comune definisce inusuali per il solo fatto che a renderli tali è la loro incongruenza rispetto alla normalità del mondo. Così stamattina, mentre guidavo nel gelo di questo primo giorno di febbraio, ho visto la facciata di un fabbricato che un tempo doveva essere stata una casa, una piccola casa col tetto di lamiera, il rifugio di una modesta famiglia di poveri disgraziati. La casa era murata, le finestre e la porta d’ingresso erano sigillati con grosse colate di cemento. Sulla facciata intonacata di bianco resisteva ancora un numero civico, il 29, con il nove un po’ sbilenco e in predicato di diventare un sei. A dirla così non c’era niente di speciale. A renderla tale è stata l’immaginazione. Nel piccolo spiazzo di terra davanti alla casa infatti c’era il fusto sottile di un albero spoglio. Erano immagini corrose di un tempo perduto, rovine di una storia familiare che adesso parlava con voci avare e illusorie. Su un ramo di quell’albero forse tanti anni fa c’erano appese due corde legate a una tavola di legno, una rudimentale altalena costruita coi resti di una demolizione per lo svago dei più piccini, o forse il cavo dello stenditoio per il bucato, dove un tempo, fra le lenzuola rabberciate, i tessuti e la biancheria, si aggirava una donna bellissima con gli occhi scuri e il mutismo dei più poveri e una cesta di mollette di legno portata a braccio. Il tutto è durato non più di due secondi, il tempo di passare oltre, di cancellare questa storia per cercarne un’altra, in un altro luogo e con altri occhi. Ci sono momenti in cui ho la sensazione di poter entrare in qualsiasi storia, anche in quella casa murata non c’era cemento che potesse impedirmi di curiosare. Un grande poeta brasiliano, Lêdo Ivo, ha scritto: “Chi ha la chiave dei sogni apre qualunque porta. / Chi naviga dormendo arriva in qualunque molo / e nelle navi vede l’abolizione della morte”.

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3 commenti
  1. saskia ha detto:

    A volte mi sembra impossibile che un’altra persona guardi il mondo con i miei occhi. Ancora più impossibile è, che quest’altro descriva con le sue parole poetiche quello che vedo. La cosa più impossibile è però, che questo scrittore vive in un altro paese e non ci siamo mai incontrati.

    • Andrea Pomella ha detto:

      Eppure, vedi, succede…

  2. stalker ha detto:

    bello e delicato

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