Lassù scende la lingua angelica della letteratura

15 febbraio 2010

Da dove viene la scrittura? Da dove scaturiscono quelle migliaia di parole che compongono una storia? Da ragazzino pensavo ci fosse un posto male illuminato, una foresta, un bosco di ombre in cui fioriscono le parole, e gli uomini che sanno raccogliere le storie vi fanno visita di tanto in tanto mietendone i fiori e i frutti. Oggi se cerco di visualizzare quel posto mi viene in mente una specie di Balbec, di Grand hotel della Normandia, l’albergo delle vacanze descritto da Proust nella Recherche, e le giovani cicliste dalle guance rosa. Le storie vengono da lì, da questo grande albergo pieno di stanze. Tra i suoi corridoi si può incontrare gente di ogni nazionalità, uomini ancora giovani e con gli occhi pieni di prepotenza e vecchi ormai a riposo, donne che tornano dal mare e camerieri in attesa della fine del turno di lavoro, bambini con le labbra increspate dal salmastro e spaesati cagnolini da compagnia che fiutano negli angoli l’odore dei padroni. Quando ne ho bisogno io chiudo gli occhi ed entro fra le porte girevoli di quest’albergo immaginario, faccio un giro nella grande hall dove siedono sconosciuti pieni di solitudine e ricchi conversanti, saluto gli uscieri e gli inservienti alla reception, do un’occhiata alla grande sala ristorante in cui le cameriere si affaccendano fra i tavoli, poi prendo l’ascensore e salgo ai piani per respirare l’odore e il silenzio della moquette, mi concedo uno sguardo al panorama marino che si intravede dalle finestre e salgo fino alla terrazza, poi mi siedo su una sdraio e resto muto a contemplare il cielo e il sole. Lassù scende la lingua angelica della letteratura, le piume fatate degli uccelli del paradiso. In quello spazio pieno di luce dove non scende mai la notte e si raccoglie la scrittura, dove si ordinano le parole, io sono felice. Lassù sono completamente felice.

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6 Risposte to “Lassù scende la lingua angelica della letteratura”

  1. Idea Vagante Says:

    Una rappresentazione quasi fiabesca della letteratura!

    • Andrea Pomella Says:

      Il luogo comune definisce l’atto della creazione come qualcosa di demoniaco, sfibrante, catartico. Io la penso in un’altra maniera. Che altro è se non una fiaba l’evento della creazione letteraria?

  2. maria Says:

    Hai colto con stupore questo abbandono, questo lasciarsi andare…che contraddistingue chi non ha scopo declamatorio o retorico. Grazie.

  3. domenica Says:

    …. Che dire di più! posso solo socchiudere gli occhi e guardare …le piume fatate degli uccelli del paradiso. Grazie

  4. elina Says:

    uno stato di gioia pervade questo testo
    grazie Andrea


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