Che si ama quando si ama?

Non scopriremo mai il senso ultimo dell’amore. Per quanto possiamo batterci ogni giorno nei luoghi in cui abitiamo, per quanto possiamo abbandonarci al profumo di una donna o intenerirci e illuderci che il sonno ci toglierà il sentimento che non smette di respirarci dentro, per quanto possiamo asciugare i nostri occhi febbrili, noi siamo condannati a non sapere. L’amore è in una scatola annegata e custodita sul letto di un fiume indomabile. Troppe volte ho camminato per la città osservando questo o quello e inventando lievi forme d’amore, dedicando il mio amore a un oggetto, a un ponte o a una persona sconosciuta che passa dall’altra parte della strada. Sono queste, forse, forme meno nobili di amore? Che si ama quando si ama? – è la domanda che si pone Gonzalo Rojas nei versi di una sua poesia. La realtà è che trattiamo un argomento che non dà certezze,  una materia senza forma come una meringa che frana sotto i nostri denti. Proprio ieri ero fermo in una coda di macchine e osservavo una ragazza con gli occhi lucidi che fissava nel vuoto. La sua macchina era piccola e malridotta, l’origine del suo quasi pianto era forse in un appuntamento che saltava a causa del traffico, o forse in un ricordo struggente fiorito nella sua mente in occasione di quella pausa forzata. “O è tutto un  grande gioco, Dio mio, e non c’è donna / e non c’è uomo ma un solo corpo”. Rojas ci dice che non siamo avvezzi a pensare all’amore, è per questo che non siamo capaci di dominarlo. E a quest’ora la ragazza avrà smesso di piangere nella solitudine della sua macchina scassata e il cielo sarà indietreggiato dietro un esercito di nuvole. No. Noi non scopriremo mai il senso ultimo dell’amore.

.

Gonzalo Rojas, CHE SI AMA QUANDO SI AMA

Che si ama quando si ama, mio Dio: la luce terribile della vita
o la luce della morte? Cosa si cerca, cosa si trova,
che cosa è questo: amore? La donna con la sua voragine, le sue rose, i suoi vulcani
o questo sole infuocato  che è il mio sangue furioso
quando entro in lei fino alle ultime radici?

O è tutto un  grande gioco, Dio mio, e non c’è donna
e non c’è uomo ma un solo corpo: il tuo,
suddiviso  in stelle di splendore, in fugaci particelle
d’eternità visibile?

Muoio in questo, o Dio, in questa guerra
d’andare e venire tra loro per le strade, di non poterne amare
trecento alla volta, perché sono condannato per sempre a una sola
a quella, a quell’unica che m’hai dato nel vecchio paradiso.

Annunci
7 commenti
  1. maria morigi ha detto:

    Bella questa idea del paradiso datato!…dovrebbe far davvero riflettere.

  2. che intensità poetica… si sento il fuoco della domanda sull’eterno mistero dell’umanità. L’amore. Un sentimento che forse solo l’arte e la poesia riescono a “dire”. Infatti, quando siamo innamorati e c’interrogano sul perché lo siamo, balbettiamo sempre, sia per pudore, sia perché temiamo di dire banalità…

  3. Andrea Pomella ha detto:

    Gonzalo Rojas è un poeta di grande forza espressiva, i suoi punti interrogativi si piantano come chiodi enormi nella terra. Ve lo consiglio.

  4. Autunno ha detto:

    Sulla mia carta d’identità alla voce occupazione ci dovrebbe essere scritto : Attualmente innamorato.
    Credo sarebbe giusto che il sentimento prevalente comparisse nell’identità della persona, più forse che non la funzione. Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? si domandava R. Carver. E Gonzalo Rojas da grande poeta risponde andando subito al nodo. Una donna, un uomo, o il grande gioco? Io credo che l’amore sia intenzione. E tutti gli oggetti e tutte le persone che incontriamo vengono segnate da questa intenzione che noi diamo ai nostri gesti e ai nostri sentimenti. Poi vi è l’intenzione ultima e qui Rojas invoca Dio, perchè oltre l’ineffabile la nostra mente non può andare. Io in questo territorio prenotato arbitrariamente dalle religioni, sono convinto che si trovi solo un grande specchio.

  5. saskia ha detto:

    Tu sei semplicemente straordinario.

    “Troppe volte ho camminato per la città osservando questo o quello e inventando lievi forme d’amore, dedicando il mio amore a un oggetto, a un ponte o a una persona sconosciuta che passa dall’altra parte della strada. Sono queste, forse, forme meno nobili di amore?”

    Posso solo dire che hai un’umanità incredibile.

  6. Anna B. ha detto:

    Mi sono sempre sentita a disagio quando qualcuno mi ha chiesto “sei innamorata?” perchè anche se io mi sentivo innamorata non sapevo che valore dava e che sensazioni e sentimenti associava all’amore la persona che me l’aveva chiesto.
    Probabilmente non c’è nulla di più indefinibile e vario e anche se ognuno di noi l’ha provato è difficile se non impossibile spiegarlo agli altri. Anche se ci si può provare, a volte con affascinanti risultati.

  7. Andrea Pomella ha detto:

    Ho trascurato il blog per qualche giorno, causa trasloco, sono rientrato oggi e ho trovato tre commenti, ciascuno a suo modo meraviglioso. Grazie Marco (non vedo l’ora di poter ascoltare con calma le tue “audio-poesie”), grazie Saskia, grazie Anna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: