È ancora giovane il mondo e con lui i miei occhi

24 maggio 2010

Diciannove giorni fa, nell’ombra interminabile di un crepuscolo di primavera, ho assistito al sorgere di una fiamma misteriosa. Ho cercato da quel giorno di compendiare nei miei pensieri la grandezza del primo gesto del mondo, la nascita di una creatura vivente, senza cedere il verso allo stupore. Ma lo stupore è il primo nutrimento di uno scrittore. Così da diciannove giorni non faccio altro che rivedere un momento preciso della nascita di mio figlio, un istante che forse sfugge persino a una madre, perché avviene nell’attimo che segue nell’immediato la fase espulsiva del parto, e precede il primo vagito. È il momento in cui il piccolo appena venuto al mondo è ancora sospeso senza sguardi e senza respiri, involto in una coltre lattiginosa e incapace di articolare il minimo movimento. È ancora un essere che proviene da un altro mondo, lo scampolo terminale di un sogno che sopravvive per un attimo al risveglio. Poi accade qualcosa. Accade che il luccichio della spada di un arcangelo misterioso infonda vita in quell’involto alabastrino, e la carne del piccolo si accende di piccole scosse, e i tremiti diventano via via più forti, finché i polmoni apprendono il primo rudimento della vita, la respirazione dell’aria. Ecco, tutto questo ha l’aspetto di una sofferenza indicibile, ma è una sofferenza che ingoiamo come acqua e che ci spreme le viscere di commozione. Abelardo Linares in una poesia dedicata agli albori del mondo dice: “È ancora giovane il mondo / e con lui i miei occhi”. Io credo che i miei occhi resteranno per sempre giovani finché continuerò a rivedere in me quell’attimo inafferrabile, colmo di un rumore dolce e straziante, la prima voce terrestre di un essere umano.

.

IL SEGRETO DELL’OSSIGENO

Ora restiamo in silenzio, anche se
nel silenzio così a lungo
non abbiamo mai parlato.

Il tuo corpo piccolo, umido e forte
è uscito dalle acque scure
e adesso la marea si ritira e torna
a perdersi.
E già apri la bocca e cerchi il mondo,
un fremito leggero ti attraversa,
la vita si accende con un suono basso,
un vagito
convulso
di gola
che libera aquile e cavalli
e vola,
il palpito batte
accelerato, giù dalle radici,
dal tuo petto premuto di viole,
ti torci, come la paglia di grano,
mentre tua madre adesso è di nuovo
leggera.

L’aria della sera
è così imbevuta di femminilità.

Mi appoggio al muro, respiro. Chiudo gli occhi e
ascolto
con un piacere infantile il rumore sordo
e lieve
del tuo parto.

Dirai un giorno
che hai lasciato tuo padre stanco
ed esausto, ansimante,
ad apprendere il segreto dell’ossigeno che ci rende
creature viventi,
e mi dirai che di quel silenzio
hai capito perfettamente
ogni ferita e gioia
come se tu allora avessi già sentito
come se mi avessi sussurrato
qualcosa di noi che ancora
non sapevo.

(Andrea Pomella – Maggio 2010)

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10 Risposte to “È ancora giovane il mondo e con lui i miei occhi”


  1. sai,Andrea, non avevo mai letto niente di più bello e commoventesulla nascita di un essere umano.
    hai colto l’ineffabile!
    nemmeno nei miei pensieri di madre ho mai saputo rendere la grandiosità, l’infinità di quello che tu hai colto.
    Solo una volta, il mio primogenito, mi disse qualcosa di simile alla nascita di suo figlio.
    e allora hocapito che ci sono uomini che portano l’universo nel cuore, e la luce nell’anima.
    grazie. e tu la Poesia, anche.

    posso metterla sul mio blog?
    mi piacerebbe tanto.
    ciao

    • Andrea Pomella Says:

      Cristina le tue parole mi riempiono di orgoglio. Se porti la poesia sul tuo blog non posso che esserne felice. Mille volte grazie.


  2. lo farò con grande gioia.
    per me è veramente eccezionale!
    la metterò domani.
    grazie
    ciao

  3. Anna B. Says:

    Era da un po’ che non passavo tra i tuoi post, perchè è un periodo densissimo e preferisco leggerti con calma, avendo anche il tempo di pensare un po’. Ma visto che i ritmi non rallentano ho dovuto cedere alla curiosità e lasciare i pensieri indietro, appena accennati!
    Credevo che per me fosse un periodo denso solo per caso, invece da qualche settimana noto che sempre più miei amici virtuali sono presi tra mille impegni e grandi eventi e a quanto pare ci sono state novità speciali anche per te! La natura, questa primavera, ha preso vita più che mai…

    • Andrea Pomella Says:

      Anna mi mancavano un po’ i tuoi commenti. Felice di ritrovarti e di sapere che anche per te questa primavera è un periodo “denso”.

  4. manodiangelo Says:

    ..il segreto dell’ossigeno racconta e racchiude in sè il prodigio del principio e della fine di un’anima(soffio secondo la sua etimologia),due momenti che rimangono impressi,nel profondo del nostro sguardo e del nostro essere.Bellissma poesia,grazie.

  5. sisu Says:

    il bello di quando un padre assiste alla nascita è proprio quello che l’esperienza è uguale e diversa da quella della madre.. io ricordo perfettamente l’attimo dell’espulsione della mia piccola.. e tu quello subito successivo.. entrambi impossibili per entrambi.. poichè solo nella donna è dato il dono di sentirlo e solo all’uomo è data la fortuna di vederlo..sono momenti in cui l’universo si ferma.. sono momenti che si prendono per mano e regalano la vita.. regalano un istante eterno di una felicità ineguagliabile.. e sono irripetibili.. Ho scritto molte poesie per lei in questi nove mesi con gli occhi e il cuore di madre.. ora con le tue parole capisco quanto è bello prendere visione di questo tutto con gli occhi e il cuore di un padre.. dolcemente un saluto

  6. Blumy Says:

    credo che non basti essere poeti per afferrare qualcosa che sfugge alle mani, all’obiettivo artificiale d’una fotografia. tu hai ‘fotografato’ il momento inenarrabile in cui l’essere umano si aggrappa alla vita, ne respira le prime boccate.
    posso inserire questo ‘racconto’ bellissimo nel mio blog?
    Blumy

  7. eli Says:

    solo ora leggo la tua meravigliosa poesia. mi riporta indietro alla nascita dei miei figli e al preciso istante in cui li ho percepiti al di fuori di me. adesso so cosa e come vive un padre questo evento straordinario. è vero che rimarrà sempre nella memoria un solo e preciso istante di quel momento e che rivedrai negli occhi suoi. eli.


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