Tutt’a un tratto sei in un bel guaio

4 giugno 2010

Ho letto che Abraham Yehoshua ha rimesso mano al suo romanzo Un divorzio tardivo, pubblicato in prima edizione nel 1982, ribaltandone il finale. Al di là dei giudizi sugli esiti più o meno felici dell’operazione, trovo interessante che a distanza di anni uno scrittore celebrato in tutto il mondo avverta l’esigenza di tornare su uno dei suoi capolavori indiscussi, andando a ritoccare proprio uno dei punti nevralgici del romanzo, ossia l’excipit, la chiusa narrativa. Così immagino Yehoshua in tutti questi anni segretamente tormentato dallo scioglimento della sua storia – metafora, come in tutti i suoi libri, della società ebraica e della situazione d’Israele negli anni Ottanta, nonché puntigliosa analisi dei conflitti che esplodono negli ambiti familiari – e quella chiusura della vecchia versione che culminava dopo un crescendo con la frase che oggi, alla luce della recente riscrittura, appare quantomeno profetica: “Tutt’a un tratto sei in un bel guaio”. Ecco, qualsiasi scrittore conosce bene quel mistero in cui si viene precipitati quando si scrivono le ultime parole di una storia, il freddo estremo del silenzio che risuona nella mente, l’improvvisa voragine di righe bianche. E poi ancora le insicurezze, le mille indecisioni, le ansie e i timori, quel personaggio che forse poteva mostrare qualcosa di meglio di sé, o quell’altro a cui magari si sarebbe potuto concedere una seconda opportunità. Insomma, chissà che l’Onnipotente stesso non abbia avuto rimorsi per non aver fermato per tempo la mano di Caino e allora la risposta senza pentimento del primo reo della storia umana, il famoso “Sono forse il custode di mio fratello?”, non avrebbe avuto motivo di essere. La vita di un personaggio d’invenzione dipende completamente dalla mente di chi l’ha creata. Il peso della responsabilità è enorme, e quando si avverte di non essere stati completamente all’altezza si può ben dire, sì, di essere finiti tutt’a un tratto in un bel guaio.

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3 Risposte to “Tutt’a un tratto sei in un bel guaio”

  1. clelia Says:

    Concordo sulla responsabilità di chi inventa e fa muovere il personaggio: chi ne scrive insomma.
    Di A.Y. ho apprezzato l’attenzione e la profondità con le quali tratta dei rapporti delicati di coppia e non solo. Ho avvertito spesso, leggendolo, il centro perfetto al bersaglio.
    In questi giorni, però, mi è spiaciuto leggere la sua posizione in merito all’attacco d’Israele delle imbarcazioni destinate a Gaza.
    Dice di un’azione esagerata,a suo avviso, ma da una mente come la sua mi aspetto di più, anche se in una semplice intervista.

    Come sempre i tuoi post molto interessanti.
    Grazie, Andrea.

    clelia

    • Andrea Pomella Says:

      Personalmente cerco di non sovrapporre mai la voce narrante di uno scrittore con le sue opinioni di essere umano. Se lo facessi non potrei amare alla follia l’opera di un autore per altri versi incommentabile come Celine. Tuttavia, anche se non spetta a me fare l’avvocato difensore di Yehoshua, credo che le sue parole, al pari di quelle spese da altri intellettuali israeliani della sua area, siano state sufficientemente nette. Yehoshua non ha parlato di un’azione “esagerata”, lui ha usato un’altra parola, ha detto che si è trattato di un’azione “stupida”, “persino più stupida che feroce”. Da parte mia temo molto di più la stupidità della ferocia, quindi se Yehoshua ha usato questi termini per commentare quella strage credo che abbia colpito, come dici tu stessa della sua letteratura, “il centro perfetto del bersaglio”.

  2. clelia Says:

    Concordo con te e anche io amo Celine malgrado tutto quel che lo riguarda, non credo di avere letto opere più belle di viaggio al termine della notte.
    Yehoshua ha usato il termine stupido, ho letto sì, ma poi nell’intervista ha aggiunto altro che non condivido, in particolare da lui che appunto stimo.
    E’ giusto non confondere le sue qualità di scrittore, e non solo, con le sue opinioni di essere umano, ma è anche vero che mi piacerebbe tanto condividere in toto il pensiero di chi ammiro e quando questo non avviene me ne dispiaccio.

    Ciao Andrea, grazie sempre della risposta.


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