Un piccolo incidente che non mi rovinerà la salute

6 luglio 2010

Sull’argine del fiume c’è una rimessa di biciclette. Il proprietario ha i capelli bianchi, ogni volta che passo dalle sue parti lo vedo adoperarsi sul telaio di una bici sempre più vecchia e malconcia. Lui siede sull’orlo di uno sgabello a tre gambe, ha le unghie delle dita impastate di grasso nero, una canottiera lurida, un paio di calzoncini marroni e due sandali di cuoio secco, aziona i pedali con una mano mentre con l’altra lascia cadere sulla catena un filo d’olio scuro. La rimessa si affaccia sulla pista ciclabile, così l’uomo coi capelli bianchi e le dita impastate di grasso nero ha trasformato la sua antica passione per il ciclismo in una professione che gli garantisce una discreta rendita: lui affitta biciclette a tariffa oraria. Ma la sua clientela non è più quella di un tempo. Così ogni volta che passo di là mi domando chi ha il coraggio di avventurarsi ancora da quelle parti, laggiù dove l’odore delle acque del Tevere in certi pomeriggi diventa stomachevole e c’è sempre il rischio di imbattersi in qualche schifosa e grossa nutria di fiume. Poi capita che veda da lontano questa coppia di sconosciuti che esce dalla rimessa, lei che monta in sella tenendo ben strette le gambe affinché la gonna non si sollevi oltre i limiti della decenza, lui che la spinge da dietro con i suoi grotteschi baffi di un’altra epoca e la camicia aperta sul davanti che lascia brillare al sole il petto abbronzato e lucido di sudore. Sento le loro risate che riecheggiano nel piccolo viale ombroso e osservo la bicicletta che oscilla da una parte all’altra, come se a guidarla fosse un ubriaco. Lei, nonostante i suoi vent’anni, non è mai salita su una bicicletta, lui le suggerisce come trovare l’equilibrio, adoperando le parole chiassose di qualche lingua balcanica. Il risultato è una serpentina audace e spericolata che finisce per abbattersi ineluttabilmente sulle mie ginocchia. In un secondo capisco che il non saper andare in bicicletta è la misura del loro amore. Restiamo così a ridere insieme, e il piccolo incidente che non mi rovinerà la salute è presto chiuso.

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Una Risposta to “Un piccolo incidente che non mi rovinerà la salute”

  1. sisu Says:

    invidio chi ancora si stupisce.. ride e apprezza le piccole cose della vita.. quei momenti che regalano qualcosa di indimenticabile.. quel qualcosa che noi abbiamo perso perchè oppressi dalla velocità del vivere.. dall’abitudine che logora inevitabilmente le nostre vite.. buona giornata andrea


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