Oggi nessuna parola può essere scritta

La donna con il cerotto sulla faccia è qui e ora, scarta una busta da lettera e sospira, forse non conosce l’indirizzo del mittente, o forse lo conosce così bene da averne ansia e timore. È accanto alla siepe di oleandro che delimita il recinto di questo quartiere squallido e desolato, ha una camicetta azzurra macchiata di sudore, un paio di gatti randagi gli ronzano intorno, forse è lei la donna che porta il cibo ai gatti tutte le mattine. Nella mia epoca gli esseri umani non ricevono più lettere come un tempo, quelle poche che arrivano riguardano proposte di contratti telefonici, pubblicità ed estratti conto della banca, così imbattersi in una donna che scarta una busta da lettera e si ferma a un angolo del marciapiede a leggerne il contenuto con gli occhi trepidanti e persi, come se una nube d’angeli li avesse accecati per il tempo di un’illuminazione, ci desta un senso di meraviglia e di incanto. Oggi nessuna parola può essere scritta, chi sarà mai allora il mittente di questa lettera fuori moda? La mia immaginazione mi suggerisce un numero infinito di possibilità, un collega innamorato, un figlio che fa il soldato in qualche missione all’estero, uno sconosciuto che ha la mania di spaventarla chiamandola per nome. Chissà. Forse, fra tutte, è la più improbabile, un poeta straniero che aspetta seduto su una porta davanti al mare e scrive lettere casuali a indirizzi casuali. Così la donna si accorge presto del malinteso e la sua delusione coincide col gesto che compie di stracciare la lettera, appallottolarne i resti e gettarli tra i rifiuti di un cassonetto. Poi magari, tra un’ora, quella stessa donna correrà a comprare l’ultimo libro del poeta straniero, si appunterà sul diario i versi a suo parere migliori e li userà in futuro per scrivere biglietti d’auguri destinati alle amiche del cuore. Ma in fondo tutto questo è improbabile. Oggi non si scrivono lettere né si comprano poesie.

*

Bei Dao, UNA LETTERA

Questo indirizzo ha la mia età
diamoci da fare, incolliamo un francobollo

bisogna che io traslochi
perché sia completo

firmare, poi
io attraverso il canto senza parole della notte

quante finestre smarrite
per dissimulare una luna

i giorni, lacca dorata
e noi, dare nome alla paura

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1 commento
  1. sisu ha detto:

    credo di essere una delle poche persone al mondo allora che ancora scrive lettere.. bigliettini di auguri.. adoro vedere la carta ingiallisrsi con gli anni.. aprire la mia scatola e vedere tutte quelle che mi scrivevo con amici e amiche .. ora le scrivo.. ma effettivamente ne ricevo veramente poche.. sarà per questo che scrivo poesie e spero che il mio libro venga letto e comprato.. semmai apprezzato.. vivo di sogni ed illusioni.. ma i ricordi devono rimanere tangibili..

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