Schiaccia qualsiasi fiore, qualsiasi pianta

20 luglio 2010

Da qualche settimana, tra una cosa e l’altra, mi prendo cura di una bouganville. All’inizio ho tentato di ucciderla, credendo di compiere un atto di pietà. La bouganville infatti si era ridotta a un groviglio di sterpi secchi e pungenti e per estirparla alle radici ho impiegato una mezza domenica. Poi per molte settimane ho guardato quel terriccio nudo chiedendomi se quel piccolo senso di colpa che pativo non fosse dovuto al fatto che avessi agito con troppa precipitazione. Così ogni sera ho incominciato a versare acqua in quel vaso vuoto, come un matto che si prenda cura di un bambino immaginario, finché un giorno, da quelle radici che credevo debellate per sempre, è spuntato un germoglio, un piccolo gambo verdissimo con attaccata una minuscola fogliolina non più tenera di una spira di fumo bianco. Quel gambo e quella fogliolina sono presto diventati una pianta rigogliosa di un metro e mezzo di altezza con una cascata di foglie verde smeraldo che da piacere all’occhio. Questa è la sua seconda vita. Qualche sera, quando a occhi socchiusi verso l’acqua nel suo vaso, mi sento come il nemico mortale riaccolto nella casa da cui era stato esiliato, e se un giorno mi verrà concessa la gioia di una fioritura, potrò dire di aver compiuto un gesto minuto ma non privo di significato, una di quelle piccole imprese a cui per tutta la vita sono stato indifferente, perso com’ero in pensieri universali e verità assolute. Io che forse stavo al mondo come in quella poesia di Ferruccio Brugnaro (Guarda in giro, sta attento / che non ti derubino / schiaccia / qualsiasi fiore / qualsiasi pianta), ora posso dire che un fiore qualsiasi, una pianta qualsiasi, mi ha indicato un nuovo punto di vista sulle cose.

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3 Risposte to “Schiaccia qualsiasi fiore, qualsiasi pianta”


  1. ne ho una bellissima, identica nel colore a quella della tua foto.
    grazie per queste parole che (senza averne la minima intenzione) mi hanno donato un attimo di pace.

    • Andrea Pomella Says:

      Allora magari mi darai qualche consiglio utile per far sì che anche la mia diventi “grande”.

  2. manodiangelo Says:

    Curare le piante deve essere un gesto che assume ad un certo punto un valore simbolico o deve avere qualche potere taumaturgico. Io ho sempre avuto pochissima attenzione per il mondo vegetale,ma da qualche anno ogni estate metto alcune piantine aromatiche sul mio balcone. Sinceramente è una lotta dura tra questo richiamo silenzioso alla cura che operano le foglioline avvizzite al sole di questi giorni e quei pensieri a cui fai riferimento tu. I miei sono sicuramente meno universali e importanti, direi quotidiani e necessari , a volte, svolazzi di fantasia. Ci sono loro,le piantine, a richiamarmi ogni tanto ad un piccolo gesto quotidiano e costante, ed è l’unica cosa che reagisce, che vive in mezzo alle mille cose inerti che il lavoro quotidiano in casa ti propone, forse una torta che lievita, ma non è la stessa cosa.Il resto è un esercizio di pazienza buddista nei confronti dell’impermanenza dell’ordine che uno cerca di conferire.


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