La letteratura che non abitiamo

I casellanti sulle autostrade di notte vedono passare un sogno alla volta, in ogni macchina che scorre, in ogni mano che paga il dazio. Ma il casellante che ho visto io leggeva un libro di poesie. Lo so per certo, perché a lui è sfuggita una pagina, o meglio, la pagina si è sollevata per colpa di un improvviso sbuffo di corrente. Teneva il libro ben nascosto sul tavolo, tra le sue mani e le colonnine di monete da versare in resto agli automobilisti. Sono sicuro che si trattasse di un libro di poesie, perché in un secondo mi è apparso chiaro che le righe sulla pagina fossero magre, sottili, le poesie sembra sempre che prendano le pagine in prestito, le occupano sprecando spazio, con un’inettitudine affettuosa. Fatto sta che il casellante si è affrettato a nascondere la pagina, non so dire se per paura di essere sorpreso sul posto di lavoro in un’attività tanto sovversiva o per vergogna di mostrare a uno sconosciuto una sua debolezza. Non è di questo mondo leggere poesie, il divieto è scritto sulle pubblicità alle stazioni di servizio, sugli enormi marchi al neon che scintillano nella notte lungo i distretti industriali delle grandi città, nelle rozze frasi luminescenti montate sui parabrezza dei tir. Ogni tempo decreta le proprie interdizioni. Così ho versato il mio euro e cinquanta, mostrandomi indifferente alla sua lettura clandestina. E immagino che questo lo abbia rassicurato. Poi, dopo di me, è venuto un altro, forse meno attento, forse già assonnato, i fari luminosi di un’altra macchina che ho visto sfarfallare per un po’, sempre più lontano, fino a scomparire, mentre immaginavo il casellante intento a sogguardare sul display il totale del pedaggio, e con una mano segretamente sfregare la lampada del genio millenaria, quella capace di far sibilare gli altri mondi. Noi abitiamo in una letteratura fatta di niente, e la parte di letteratura che non abitiamo effettivamente, la sogniamo.

*

Wislawa Szymborska, AD ALCUNI PIACE LA POESIA

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.

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