Nel mondo di passaggio

C’è un istante preciso in cui le cose che vedo entrano nella scrittura, si sentono echeggiare dei battiti alla mia porta, battiti che fanno oscillare il suolo. È in quel momento che oggetti dimenticati, persone, luoghi, si fanno strada dentro di me, cercano il loro spazio in quell’universo privo d’aria, si tramutano in qualcosa di nuovo. È successo così ieri mattina, mentre salivo in macchina e sentivo il rumore di una Tv accesa che proveniva da una finestra del primo piano. Ho alzato gli occhi in alto e ho visto brillare lo schermo dietro le grate di sicurezza della finestra, e sullo schermo un tulipano giallo, immobile, o forse appena scosso dal vento elettronico di pixel che animava l’immagine. E poi una voce, la voce di una donna che si era appena alzata dal letto, e i suoi passi di pantofole e feltro che scivolavano sul pavimento, e dalla voce si poteva indovinare tutto della donna, ogni minimo particolare della sua vita, ogni istante di quei suoi macchinosi risvegli mattutini, l’odore del suo caffè e quello del suo alito, l’ombra dei lecci sulla strada e il canto degli storni, i ricordi della prima infanzia, i cieli della sua pubertà. Quella donna andava verso la parola scritta, e la parola scritta verso quella donna, come l’anfora all’acqua, ed io inebetito in questo mondo di passaggio, a contemplarne il mistero.

*

Jaan Kaplinski, LA METÀ DELL’ANNO È PASSATA…

La metà dell’anno è passata. Nella stanza al pianterreno
la radio trasmette musica rock.
Sono arrivate le vacanze. Per metà dell’anno
ho pensato: in estate scriverò poesie. Ora
sto qui seduto e ancora una volta
una falena bianca mi entra nella mente.
La falena volava intorno alla betulla ieri sera
e io sentii che avrei potuto scriverci su una poesia; sentii
che avrei scritto su questa sera,
questa betulla e questa falena,
sarebbe stata una poesia. Forse la falena
era solo un segno, un segno di qualcosa
lontano, più alto e più profondo,
come un paio di volte prima. Un segno:
qualcuno è fuggito, prende il volo,
vola via.
I rami dondolano nel vento della notte. Una poesia.
Venuta. Andata.

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