Mando a dormire uomini e bestie

Ieri mattina sull’agenda di un tale di nome Jeffrey Landrigan era fissato un appuntamento per un incontro tra i più importanti della sua vita, quello col thiopental. Per chi non lo sapesse, il thiopental sodium è un potente anestetico che usano i veterinari per sopprimere gli animali, ma che da qualche tempo è usato negli Stati Uniti per giustiziare tramite iniezione letale i detenuti condannati a morte. In realtà l’appuntamento di ieri non è saltato per colpa di Landrigan, pare infatti che il thiopental avesse dato forfait prima di lui. Il motivo è che l’unica società in tutti gli Stati Uniti in cui si produce l’anestetico fosse a corto di scorte, il che avrebbe obbligato la prigione dell’Arizona in cui l’uomo è detenuto a riparare su un altro farmaco di dubbia provenienza. Il rinvio dell’esecuzione è stato stabilito quindi a seguito della battaglia che i legali di  Landrigan hanno intrapreso per far valere il suo diritto costituzionale “ad essere preservato da una morte crudele o da un’inutile sofferenza”, questo per ribadire la serietà di un sistema giudiziario tra i più “sensibili” al mondo in materia di diritti del detenuto. E così sull’incontro fissato fra il condannato a morte Jeffrey Landrigan e il thiopental per il momento è stata tracciata una riga. Passate le prime impressioni sul caso, mi ritrovo adesso ridicolmente spaventato davanti all’idea che mi sono fatto della faccia di quello che dev’essere l’amministratore delegato della società americana che produce il thiopental. Del resto la mia non è curiosità, del resto non è il fomentare l’idea che dietro la fredda cronaca c’è sempre un cuore caldo di uomo, del resto tutto questo non è altro che speculazione intellettuale, certo, tutto vero, ma io sono davvero spaventato, dico terrorizzato, dalla mia immaginazione che mi consente di concepire l’a.d. in questione, magari, come un uomo perfettamente integrato nei dogmi del più spinto cristianesimo americano, che alle sue due belle figliole bionde con l’aria da cheerleader che gli domandano quale sia il mestiere di papà è solito rispondere con la battuta “mando a dormire uomini e bestie”. Sapete, questa di voler guardare sempre nel lato intimo delle cose è una disgrazia, come i veggenti che hanno la sfortuna della divinazione; la realtà non esiste, gente, la realtà è una mimesi.

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1 commento
  1. marina ha detto:

    Sai Andrea, ci sono vite e vite; non conosco la tua, ma la mia mi ha consentito di vedere ogni sorta di umana miseria e tutte le ingiustizie menzognere del sistema…sono d’accordo con te: non possiamo entrare nello spessore della vita senza uno sforzo d’immaginazione – non quella che viaggia sul piano del conosciuto – perché, in fondo, l’unica realtà è quella invisibile… Tuttavia, nel mondo reale c’è qualcuno che ancora si arroga il diritto e/o l’illusione di toglierti la vita.
    In ultima analisi, “possiamo conoscere il nostro mistero solo al prezzo della nostra innocenza.”(Auden)
    Saluti immalinconiti…

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