Avvicinandosi con umiltà alle cose

29 dicembre 2010

Una mattina in libreria, entra un ragazzo accompagnato da suo padre. Il ragazzo è sui sedici anni, il padre, lo si vede a occhio nudo, non è pratico di librerie. Si avvicinano al banco delle novità, ma con un certo timore, che non è riguardo ma neppure esitazione, è qualcosa a metà tra l’uno e l’altra. Il padre nell’attesa fuori dal negozio ha fumato sette sigarette, il figlio si è preparato a questo momento imparando a memoria tutti i nomi dei personaggi di quella serie televisiva che alla fine ha avuto il merito di avvicinarlo ai libri, anzi, al libro, quello che ha deciso di comprare stamattina. Il padre si sforza di essere a suo agio, ha un pesante accento romanesco, le mani grosse con le punte delle dita che sembrano morsicate da uno strumento meccanico. Cerca di esortare il figlio, che a sua volta balbetta qualcosa, grattandosi furiosamente la fronte. – Mo chiedemo alla signorina, – fa il padre, indicando la signorina, una commessa bionda sui cinquanta. – No aspe’, – risponde il figlio, ancora alle prese con l’incertezza di comprendere se poi ne vale davvero la pena di fare quest’investimento, 19 euro per il romanzo di De Cataldo, che è pur sempre un libro. Allora è là che rimugina, schivando clienti ben più abituati di lui a districarsi fra gli scaffali di una libreria, ragionando su tutte le possibili alternative che ha a disposizione per giocarsi il bonus dei 19 euro, la somma che suo padre ha già impegnato alla voce “spese”. I due tergiversano ancora un po’. Un passo avanti e uno indietro. Finché il ragazzo non fa dietrofront, scappa letteralmente dalla libreria. Suo padre rimane lì, in mezzo alla sala, si guarda intorno mentre la “signorina” gli si avvicina. – Le serve aiuto?, – gli fa. L’uomo farfuglia qualcosa cercando di salvare la situazione, si guarda intorno e con voce impostata chiama il figlio, – Marco!, – guardando in direzione dell’uscita. Quest’uomo è in balia degli eventi, si scusa goffamente con la commessa ed esce anche lui. Il suo primo insegnamento di padre è stato disatteso: è solo avvicinandosi con umiltà alle cose che queste non scappano via del tutto.

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2 Risposte to “Avvicinandosi con umiltà alle cose”

  1. Grimilde Says:

    ma solo io lo trovo geniale, questo post?!!??! non ci credo!!!

    • Andrea Pomella Says:

      Geniale non so, ma a occhio e croce non direi. Qualcuno, a dire il vero, dopo aver letto questo post, mi ha velatamente accusato di aver mancato di rispetto. Anche se mi sfuggono i termini dell’accusa.
      Ad ogni modo, grazie Grimilde.


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