Dov’è che abbiamo perso il filo?

2 febbraio 2011

È mercoledì e da una strada laterale vedo il cielo limpido. C’è solo qualche striscia di nuvola che compare qua e là. La luce è quella bassa di febbraio. Per la strada sta passando una donna con un fazzoletto in testa, è una figura che sembra provenire da un altro tempo. Le donne in città non portano più i fazzoletti sulla testa, queste erano vecchie abitudini di una volta. La stessa donna l’ho incontrata due giorni fa, tornando da lavoro mi ero fermato in libreria, poi sono passato in farmacia, la donna era in fila davanti a me. Quand’è stato il suo turno ha sciorinato una lunga lista di medicine, ha detto che erano per suo marito. – Oggi è il suo compleanno, – ha poi aggiunto. Il farmacista si è chinato sulla tastiera del computer. – Auguri, – ha detto distrattamente. La donna ha accennato un sorriso. Il farmacista si è aggiustato gli occhiali sul naso. – Come festeggiate?, – le ha chiesto voltandosi a recuperare le medicine nella grande cassettiera alle sue spalle. Lei si è girata verso di me, mi ha sorriso. – Come vuole che festeggiamo? Con queste, – ha sussurrato appallottolando sul bancone la lista delle medicine. Un minuto dopo ha pagato il suo conto, ha salutato ed è uscita. Oggi il marito della signora ha un anno in più. Non sa che appena due giorni fa sua moglie ha tratteggiato gli ultimi suoi anni di vita con tanta delicatezza, indirettamente, semplicemente arrotolando un foglietto di carta con su scritto un elenco di medicine. Possibile che la vita di un uomo si riduca a questo? Lui adesso è lì, da qualche parte in questo quartiere, che vorrebbe chiedere a sua moglie: – Dov’è che abbiamo perso il filo?

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7 Risposte to “Dov’è che abbiamo perso il filo?”


  1. L’ AMORE SI TRASFORMA MA NON MUORE,NON PUO’ MORIRE E’ VITA,E’ CURA E ATTENZIONE ALL’ALTRO/A. RACCONTO TENERO,ESSENZIALE COINVOLGENTE.

  2. Antonella Onnis Says:

    Ciao Andrea, molto bello questo racconto: infinitamente tenero. Amo molto i bambini come gli anziani. Crescendo non saprei dirti a quale età li difinisco tali.
    Amore. Questo è Amore. Certo, non come lo è 20 e 40..ma lo è comunque, se non di più. Perchè è un amore che assomma tutti i sentimenti. Li esalta in qualche modo. Perchè non hai davanti a te “progetti” ma “ricordi”.
    Non so.
    Mi auguro di avere qualcuno che porti anche a me le medicine. Che vada in farmacia e dica “Oggi è il compleanno di mia moglie…sa lei non lo diceva mai a nessuno..”

  3. milvia Says:

    Ciao, Andrea! Era già tanto che non passavo di qua, e me ne dispiaccio. Ho perso molto, penso, leggendo questo tuo breve racconto, e ritrovando la tua sensibilità nel narrare, la capacità di raccontare vite con poche parole, con la descrizione di piccoli gesti. Vedrò di recuperare, nonostante il tempo sembra, per me, essersi ristretto.
    Ciao!

    Milvia

    • Andrea Pomella Says:

      Milvia lo sai quanto ci tengo ai tuoi giudizi. Inutile che ti dica quanto mi fa piacere rivederti da queste parti. Ciao.

  4. serena Says:

    Che bello questo legame discreto. Semplice e complesso, effimero e stabile, illuminato dalla luce bassa di Febbraio. Luce algida, ma così confortante quando splende.


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