Le cornici vuote rubano l’anima delle persone

Sono entrato nel negozio per comprare una cornice. A casa mia non ci sono fotografie, anzi, ce n’è una sola, ritrae una bicicletta con appesi alcuni cartelli che riportano frasi in tedesco. Fa parte di un gruppo di foto in bianco e nero che ho acquistato due anni fa in un mercato di Berlino. L’ho collocata su una mensola nera, accanto ad alcuni vasi bianchi. La cornice che voglio comprare però non è per una foto in particolare. In realtà non ho ancora deciso per cosa sarà. Forse non si dovrebbe scegliere una cornice senza essersi prima chiariti le idee su ciò che si vorrebbe incorniciare. Ma ormai sono qui. La cornice che ho scelto è fatta con piccoli pezzi di vetro bianchi e neri. Mentre gliela indico, la commessa ride, come se fosse sotto effetto di qualcosa, ride. Non per la cornice in sé, ma perché forse è nella sua indole. “Vuoi che te la incarti?”, mi chiede con un tono di voce un po’ esitante. “Non è un regalo”, le rispondo io. Lei sospira. “Non te l’avrei incartata, sai”, mi fa. “Non per niente, ma le cornici vuote non si regalano. Si dice che rubino l’anima delle persone”. Non sapevo di questa cosa dell’anima. Penso che in passato ho regalato delle cornici vuote, penso che non bado mai a certe dicerie. Mia madre per esempio non vorrebbe che le si regalassero scarpe, o portafogli vuoti, senza che ci sia neppure una moneta da un centesimo. Io non credo alle superstizioni. Se conoscessi in partenza tutte le limitazioni a cui sono soggetti certi articoli mi passerebbe subito la voglia di comprarli. Certi argomenti, in realtà, sembra che siano sufficienti per intavolare conversazioni interminabili. E infatti la commessa non la smette più di parlare, di parlare e ridere. Così pago, mi infilo la cornice sotto il braccio e vado. Stamattina mi sono svegliato presto come al solito. L’anima era sempre al suo posto.

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3 commenti
  1. libera ha detto:

    “ L’anima era sempre al suo posto”… ….al suo posto. Ma dove? La tua l’hai avvertita lì, nel momento stesso in cui hai afferrato la cornice e i tuoi pensieri e sei andato. La mia è dentro di me, adesso. La mia anima sono io, la memoria e la coscienza di una vita vissuta fino ad ora. Ma dov’è l’anima di un uomo che vive solo col suo corpo? congegno perfetto che funziona a ritmi regolari: il cuore batte, i reni filtrano, la bocca sbadiglia. Ma non rompe più i miei silenzi con le sue risate, non cerca più i miei occhi e le mie parole, non dice il mio nome al mattino appena sveglio. In quale angolo di questa nostra galassia sono finite le sue emozioni, i suoi desideri e l’amore per i figli e tutti i baci che mi ha dato?
    Penso che solo un malinteso, di tipo etimologico, possa far credere che l’anima come un “soffio” fugga via solo da chi non vive più col corpo. E chissà che non abbia ragione la commessa del negozio di cornici, l’anima ti può essere rubata e tu sei condannato a vivere senza di essa, come una maledizione, una terribile maledizione!

    • Andrea Pomella ha detto:

      Tu mi lasci sempre senza parole, e dire che di parole ne ho una bella riserva.

      • libera ha detto:

        E, visto che la tua prosa ha un garbo ed un’eleganza non comune, continua a raccontare, come fai, le cose della vita, l’uomo e il suo destino.
        La letteratura ha il potere di costruire mondi e sogni e, nello stesso tempo, fare luce su percorsi che sono, alla fine, quelli dell’Umanità intera.

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