Un aspetto interessante e poco considerato della Storia

25 marzo 2011

L’11 settembre 2001, al momento dello schianto del secondo aereo contro la torre sud, ero in un ipermercato di Roma. Mi aggiravo fra i corridoi dando un’occhiata alle lattine di olio per motori in esposizione nel reparto autoricambi. Non so, forse in quel periodo la mia macchina soffriva di perdita d’olio e io mi trovavo nella condizione di dover effettuare rabbocchi continui. O forse in quel periodo non avevo proprio la macchina, non ricordo bene, e la curiosità che mi spingeva esattamente in quel corridoio era più che altro di natura sociologica, il voler osservare l’esatta fauna appassionata di motori che adora passare i pomeriggi a scrutare le collezioni di Arbre Magique. Fatto sta che lo schianto lo vidi all’improvviso, voltando lo sguardo verso il corridoio centrale dell’ipermercato, dove un capannello sempre più folto di persone si accalcava nel reparto elettronica, davanti a ai televisori in esposizione che rimandavano tutti contemporaneamente le immagini dell’apocalisse, mentre la voce di Enrico Mentana riecheggiava tra le volte dell’ipermercato. Ovviamente quella non era una notizia, tutto era come in uno stato di ipnosi, tutto accadeva come in un finale wagneriano. Avevo ventotto anni, ma era come se ne avessi dodici, la mia vita aveva un aspetto muto e vuoto, senza colore, come i camici delle commesse che smisero in quel momento di sistemare la merce sugli scaffali e si precipitarono anche loro davanti alle Tv, per sgranare gli occhi sul secondo aereo che si infilava dritto e morbido nel ventre del grattacielo. Io e quelle commesse guardammo uno degli eventi più traumatici della Storia recente sugli schermi di televisori da cinquemila euro che non ci saremmo mai potuti permettere. Anche in quel posto sarebbe rimasto per sempre l’odore di una catastrofe accaduta a 6640 km di distanza. La Storia ha anche questo di interessante.

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6 Risposte to “Un aspetto interessante e poco considerato della Storia”

  1. Grimilde Says:

    ” Io e quelle commesse guardammo uno degli eventi più traumatici della Storia recente sugli schermi di televisori da cinquemila euro che non ci saremmo mai potuti permettere.”
    Una sintesi esatta e precisa di uno stato d’animo, un periodo storico, una condizione.
    Mi è piaciuto molto questo post!


  2. ero sul letto con la pancia che scalciava e le prime contrazioni, era un pmeriggio di caldo e ansia da primipara, smaniavo cambiando canale, cercando di distrarmi da quell’attesa. il tempo si fermò improvvisamente nei miei occhi sbarrati, mi chiedevo cosa stessi guardando, se era tutto vero. saltai giù dal letto tutta sudata, chiamavo mia madre in cucina, c’era la guerra. per me quella fu la prima spiegazione, la prima parola d’orrore insieme alle mille domande che comportavano per quella vita che avevo in grembo. Riccardo è nato due giorni dopo.


  3. * che comportava – scusa ho scritto velocemente i miei ricordi.

  4. Andrea Pomella Says:

    Già Grimilde, più volgarmente, guardare a scrocco il compiersi della Storia.

    Nat, immagino le “mille domande”, i calci… più o meno immagino anche quelli, ma le domande, ecco, riesco a immaginarle meglio.

  5. Rory Says:

    Io invece ero al telefono con una cliente il cui marito era un pilota Alitalia di voli internazionali. Riattaccammo subito, inutile dirlo!

  6. crimilda Says:

    Fu il giorno in cui ebbi paura per la prima volta davvero, ebbi la sensazione di non essere al sicuro nemmeno nel mio ufficio. Fu il giorno in cui capii i miei colleghi che guardando le immagini non erano scossi e parlavano di borsa e azioni, capii che ero diversa.


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