È la rabbia che muove il mondo

Per colui che affonda, la rabbia è l’unico mezzo. Non l’amore, né la fame o il senso di giustizia. L’amore, la fame e il senso di giustizia sono surrogati della rabbia, compensazioni dell’uomo. Io sto con la rabbia. Quello che per me è un sentimento, per i cattolici è un vizio, uno dei sette capitali, dal quale, secondo i dettami religiosi, bisognerebbe astenersi in ogni caso. È questo uno dei tanti motivi per cui non vado d’accordo con i dettami religiosi. Cosa sarebbe la terra senza il fuoco? La stessa cosa che sarebbe l’uomo senza la capacità di provare collera, un universo piatto, privo di reazione. La rabbia è vitale, perché cova nel cuore dei giovani. Gli adolescenti, ancor più degli adulti, hanno un innato senso della giustizia e provano disprezzo per l’ipocrisia. Con l’età si diventa più inclini al compromesso, meno arrabbiati e più isterici. Ecco, non bisogna mai confondere la rabbia con l’isteria. L’isteria è l’anticamera della follia. Gli uomini utilizzano la reazione isterica per comunicare uno stato emotivo così negativo da non vedere via d’uscita, mentre la rabbia ha sempre un obiettivo, uno scopo, una ragione. È la rabbia, gente, che muove il mondo.

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5 commenti
  1. la rabbia che nasce dall’indignazione. il guaio è quando con un tam tam martellante e continuato, senza tregua, i termini si confondono al punto da non rendere più l’uomo in grado di distinguere vittima da carnefice, giustizia da sopruso, terrorismo da revisinismo, realtà da mistificazione, perché è allora che si perdono i punti cardinali, si sposta l’asse di rotazione, e quelle naturali ed umane pulsioni di rabbia e indignazione, anche’esse si spostano su piani diversi, confluendo in superficie in modo tragico perché non mirato, senza distinguo, senza focalizzare un obiettivo.

  2. manodiangelo ha detto:

    Volevo intervenire,ma trovo che il commento di Natalia Castaldi rifletta perfettamente il mio pensiero.

  3. Nicola Fusco ha detto:

    E’ evidente che stiamo costruendo un mondo sempre più “divezzato” dai sentimenti e sempre più indirizzato alla ragione.
    Il sentimento è senza dubbio un retaggio umano, dell’uomo “nativo”, ma altrettanto “umana” è la forte e continua tendenza ad una sovrastruttura psico-sociale che sia invece sempre più razionale.
    E’ probabile che i sentimenti ci servissero di più quando eravamo più prossimi alle altre scimmie, mentre oggi ci servono sempre meno, e sempre più spesso si rivelano d’impaccio.
    Non potremo mai prescindere dai sentimenti, ma dovremo sempre più ingabbiarli: è questo il destino del “sapiens-sapiens”.
    L’unica cosa non chiara è fino a che punto questa dicotomia potrà reggere, ovvero quali siano gli esiti a lungo termine di questa “contraddizione interna”.

  4. libera ha detto:

    Condivido in pieno.
    La rabbia può smuovere montagne e deviare fiumi.
    Tra tutte le passioni è la sola che può cambiare i destini umani. Bisognerebbe che qualcuno scrivesse un “Elogio della rabbia”

  5. Grazia ha detto:

    La rabbia ha come fedele amica, la cattiveria. Non so perché, ma si muovono spesso assieme..più o meno evidentemente. Forse fare squadra le porta a conseguire più velocemente gli obbiettivi: d’altro canto è così che va il mondo!! Un arrabbiato che non agisce è..abbastanza innocuo.

    (Altro discorso farei per la rabbia come emozione costruttiva per sé stessi: della serie che il tuo lavoro fa schifo, sei incazzato e te ne trovi uno nuovo. Lasciando in pace tutti gli altri. Ma non credo ti riferissi a questo genere di rabbia, che corrisponde più che altro alla frustrazione.)

    Se la rabbia ha un obbiettivo allora come dovremmo fare se avessimo tutti, tutti, tutti, obbiettivi diversi?
    Immagino che l’unico obbiettivo sarebbe sopravvivere.

    La pazienza richiede spesso tempo, e noi, uomini e donne moderni, non possiamo aspettare. Dobbiamo correre, sempre.

    Si può essere vitali e “reattivi”, cioè, VIVI pur disprezzando la rabbia. Anzi, oserei dire che uno perennemente arrabbiato, crede d’essere vivo quando in realtà sta dormendo..si limita a respirare, fare la cacca e qualche volta, se ha tempo, pensare. E non si accorge che non c’è mai un vero motivo per non essere felici. Se la rabbia muove il mondo allora E’ la felicità che lo mantiene!

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