Un nuovo giro di valzer

8 giugno 2011

Quel senso di libertà, ormai, lo provi solo quando rimuovono i ponteggi dal tuo balcone, dopo due mesi che gli operai ti passeggiavano davanti alla finestra, e quasi riuscivi a capire i loro discorsi, a immedesimarti nelle loro insoddisfazioni. Quel senso di libertà che credevi perduto per sempre per il solo fatto che la bella vista che godevi sulla facciata giallastra del palazzo di fronte ti fosse preclusa da quegli interventi urgenti di manutenzione ordinaria. Dipende da così poco quel senso di libertà, che anche poter tornare a guardare i balconi dei vicini, a misurare la crescita delle loro bouganville rispetto alla tua che non cresce mai, ti porta un senso di esaltazione che hai provato poche volte nella tua vita. E l’aria che torna a soffiarti sulla faccia quando esci la mattina per osservare il cielo e le nuvole, o semplicemente per capire come dovrai vestirti prima di uscire di casa, è inconfondibilmente, organicamente, il sapore di qualcosa di vivo. Basta così poco, quando vivi in una grande città metropolitana agli albori del ventunesimo secolo, per sentirti fresco e pronto per un nuovo giro di valzer.

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2 Risposte to “Un nuovo giro di valzer”


  1. già basta poco. Sempre bello leggerti Andrea, a volte pare che tu mi legga i pensieri

    gianni


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