Il professor Kafka a cena da Philip Roth

«Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» ovvero, guardando Kafka è un libriccino di 45 pagine che si legge in meno di mezz’ora. Si tratta di un piccolo saggio di Philip Roth sul grande scrittore boemo pubblicato per la prima volta nel ’73 e che oggi Einaudi presenta al pubblico dei lettori italiani. Personalmente l’ho letto con molto gusto in due distinte sedute. La prima parte, quella più eminentemente saggistica, restituisce la figura di un Kafka quarantenne (la stessa età che aveva Roth in quel 1973) alla vigilia della morte. La seconda parte invece è uno spassosa ucronia narrativa in cui Roth immagina che Kafka sia sopravvissuto alla tubercolosi prima e ai campi di sterminio nazisti (dove morirono le tre sorelle Elli, Valli e Ottla) poi, e sia emigrato negli Stati Uniti, come il Karl Rossmann di America, dove si guadagna da vivere come docente di ebraico (il giovane Philip Roth è nella finzione un suo allievo). Il professor Kafka, qui rappresentato come uomo silenzioso e poverissimo, è sul punto di fidanzarsi con una zia nubile quarantenne di Philip Roth, ma qualcosa nel corteggiamento va storto. Il finale è una esemplare riflessione sul destino dell’uomo e dello scrittore. Vale la pena di leggerlo, se non altro perché questo libro è l’unico luogo dell’universo in cui è possibile incontrare simultaneamente due geni assoluti della grande letteratura del Novecento.

Annunci
4 commenti
  1. serena ha detto:

    Grazie per aver portato alla nostra attenzione questo racconto di Roth. Kafka e Roth sono tra gli scrittori che ammiro da sempre e rileggo spesso con piacere. Non vedo l’ora di leggerlo…

    • Andrea Pomella ha detto:

      Nel mio strapiccolo scrissi qualche tempo fa un racconto su Pasolini che rientra un po’ nella logica di Roth con Kafka. E’ questo: http://goo.gl/NbbGB

  2. Francesca ha detto:

    Questo mi manca! Grazie per averlo presentato.
    Però in fondo l’ucronia della seconda parte suona familiare…in particolare, mi viene in mente il personaggio femminile de ‘Lo scrittore fantasma’, la giovane amante dello scrittore maturo che Zuckermann, se ben ricordo, immagina essere Anna Frank scampata allo sterminio e fuggita negli Stati Uniti…

    • Andrea Pomella ha detto:

      Già, ma ‘Lo scrittore fantasma’ è del ’79, mentre il saggetto su Kafka è del ’73. Immagino avesse questa idea e la serbasse per ulteriori sviluppi narrativi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: