Giochi senza frontiere

23 giugno 2011

Succede che a Lampedusa, durante lo sbarco di una carretta del mare in avaria con sopra 900 profughi provenienti dal Maghreb, una folla di turisti armati di macchine fotografiche e videocamere digitali si assiepi sulla collina che domina il porto commerciale per immortalare uno dei più fantasmagorici liveshow del ventunesimo secolo. Non è più tempo dunque delle passeggiate serali lungo i moli dei porticcioli nelle località preferite dai vip, in cui magari portarsi a casa la foto ricordo della starlette che cena col miliardario di turno sul tavolo esterno di poppa di uno yacht. Oggi il vero colpo dell’estate è la ripresa di questi disperati che cercano la salvezza nelle nostre terre inospitali, la nuova frontiera di giochi senza frontiere in cui il pubblico aspetta il verdetto del mare per impalmare il vincitore e regalargli un soggiorno premio in un centro di permanenza temporanea. A qualcuno toccherà pure il compito ripugnante di smuovere i brividi lungo la riga del culo di qualche ricca signora in pareo, eccitata alla sola idea di caricare su facebook il filmino delle vacanze col profugo; a quando allora un bel reality umanitario del tipo Si salvi chi può, con tanto di voto da casa e plotone d’esecuzione per chi perde?

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3 Risposte to “Giochi senza frontiere”

  1. serena Says:

    Questo post mi ha fatto pensare ad un film dai chiari riferimenti Orwelliani, The Truman Show. Dove ogni realtà umana diventa il passatempo di altri essere umani annoiati e dove il desiderio di libertà, impugnare il proprio destino ed essere sé stessi è un sogno quasi impossibile da realizzare. Drammi e sofferenze diventano proprio le soap opera delle “ricche signore in pareo”. I burattinai che gestiscono e tirano i fili mi intimoriscono, ma il pubblico avido della prossima puntata, ancora di più.

    • Andrea Pomella Says:

      Ho letto la notizia stamattina Serena, questo paese riserva una sorpresa al giorno, anche se in qualche osceno modo c’era da aspettarselo. Grazie per la segnalazione della mostra fotografica.

  2. serena Says:

    Scusami se mi permetto di lasciare un altro commento. Ma ho appena scoperto che in Inghilterra si celebra “Refugee Week”. Sono passati 60 anni dalla Convenzione di Ginevra delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati che: “raccomanda ai Governi di continuare ad accogliere i rifugiati sul loro territorio e garantire loro l’esercizio dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali nel senso più ampio possibile senza discriminazione riguardo alla razza, la religione e il Paese di origine”. Leggere il testo della Convenzione mi ha fatto pensare al tuo post. Tutto qui. E c’è una bella mostra fotografica al riguardo: http://gu.com/p/3vxed/tw


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