Guarda se il presidente si fa dei problemi

28 giugno 2011

Giro intorno al solito lago. Molte stranezze mi passano per la testa. A ogni passaggio capto il pezzo di una conversazione. Sono due uomini sulla settantina, imbolsiti, capelli tinti, fanno finta di provare qualche esercizio per bicipiti e pettorali. Stanno entrambi a petto nudo sotto il sole e la conversazione verte su un unico argomento. Si parla di antiche esperienze sessuali, orge leggendarie in paesi tropicali, fanno a gara a chi la spara più grossa. Uno dei due alla fine fa: “Forse sono malato e mi devo curare, devo andare da un dottore, da uno psichiatra o qualcosa del genere”. L’altro gli risponde: “Ma quale malattia, guarda se il presidente si fa dei problemi”. Allora il primo sorride e annuisce: “Lui è proprio un grande, uno che lo mette in culo a tutti”. Li vedo uscire dal parco mezz’ora più tardi, appollaiati come due piccioni grassi dentro una stretta e ridicola cabriolet rossa. Anche queste vite stanno passando, anche questo triviale giro di bancomat. Ma a nessuno, per questo, verrà un nodo alla gola.

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5 Risposte to “Guarda se il presidente si fa dei problemi”


  1. Be’, c’è una grande fetta di uomini che invidia Berlusconi, o meglio, invia l’immagine di grande uomo che ha tante donne e ne può disporre a piacere. Un retaggio biologico e animalesco (con tutto il rispetto per gli animali, che sono assai più morigeti), che affonda le radici in un inconscio desiderio di harem…

    • Andrea Pomella Says:

      Quei due erano davvero tristi, ma vederli andare via stretti stretti in quella cabriolet è stato ridicolo e commovente al tempo stesso.

  2. la signora Says:

    brutta bestia la vecchiaia… diceva il mio buon vecchio e saggio papà…
    penso che alla fine di tutto rimanga sempre e comunque il desiderio di poter sognare quei sogni che non torneranno mai più.
    ed è tipico del maschio che sovente ne parla.
    ed è tipico della femmina, che immancabilmente lo desidera…

  3. Adamantia Says:

    Il bluff del premier è gigantesco e pericoloso. Instilla negli italiani la speranza di poter raggiungere quello status, come se fosse possibile, ma così non è. Solo chi ha quei soldi (e quella “mala-educazione”) può permettersi quel tipo di arroganza. Gli altri, i micro-arroganti, si stringono nella cabriolet, senza rendersi conto del fatto che la macchina perfetta è a disposizione di chiunque sappia che la libertà, quella vera, non sta nell’arroganza, ma nel rispetto del prossimo e nella democrazia.

    • Andrea Pomella Says:

      I tizi che descrivo io avevano in primo luogo una mancanza di rispetto verso sé stessi. Almeno io così l’ho interpretata. Sul bluff del premier non posso che darti ragione.


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