Una biblioteca da un solo libro

10 agosto 2011

L’altro giorno, su uno scaffale della mia biblioteca, è spuntato un libro di cui non so nulla. Non so da dove provenga, come sia finito fra i miei libri, se qualcuno me l’abbia regalato o prestato. Il libro costituisce in sé un piccolo mistero del quale tuttavia non mi importa nulla. A prima vista sembra un gattino randagio finito in una colonia di felini che poltriscono disordinatamente sapendo che c’è una mano (la mia) che ogni sera si occuperà di loro. Ha trovato subito il suo posto nella libreria. Non un posto di rilievo, non sullo scaffale comodo in cui tengo i volumi che in genere consulto più frequentemente, ma in un ripiano tra i più bassi, mi sembra di ricordare il più basso in assoluto, quello su cui cade perennemente l’ombra del bracciolo destro del divano. So che presto mi dimenticherò di lui, come faccio ogni giorno con una quantità spropositata di libri, cosicché la scenetta dell’altro giorno si ripeterà nuovamente in un futuro ipotetico, nell’occasione di un trasloco o di una risistemazione dell’ordine generale della biblioteca, il libro finirà di nuovo tra le mie mani, e io lo interrogherò con gli occhi, sottoponendo la mia memoria a una scansione velocissima e vana nel tentativo di ricordarmi di lui. La cosa umiliante del possedere tanti libri è questa incapacità di poterli considerare come essi meritano. A volte vorrei che nella mia biblioteca abitasse un solo libro, un libro perfetto e assoluto che mi faccia scordare di tutti gli altri e del quale riuscissi a ricordare ogni circostanza (dalla data dell’acquisto, ai giorni impiegati per la lettura, dal numero di pagine, alle necessarie notizie sull’autore), un libro da contemplare ogni sera con l’aria felice e soddisfatta di chi ha compiuto il proprio dovere.

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10 Risposte to “Una biblioteca da un solo libro”

  1. Sandro jr Says:

    Forse il libro perfetto esiste. Sicuramente non esiste il lettore perfetto: siamo condannati a una ricerca perenne.
    Sandro

  2. pani Says:

    il libro perfetto è sempre il prossimo, quello che si deve ancora leggere

    • Andrea Pomella Says:

      Per la verità ne ho un paio in rampa di lancio che non si preannunciano mica tanto perfetti…

  3. pani Says:

    In rampa di lancio? Vuoi dire che stanno per volare dalla finestra? 🙂
    Al libro perfetto aspiro anche io. Ogni tanto osservo la mia libreria e mi dico: se dovessi andare su un’isola deserta e portare dieci libri, quali sceglierei?
    Mi trovo in difficoltà, non per le esclusioni ma per la scelta. Arrivare a dieci è veramente difficile. Ce ne sono alcuni che sono stati importanti ma ora non lo sono più.

    • Andrea Pomella Says:

      Portare libri su un’isola deserta è una contraddizione in termini. Perché se l’isola è deserta non possono esserci libri. Dieci libri poi sono capaci di fare una gran confusione!


  4. sono felice di vedere qui Sandro e Pani 🙂
    ciao Andrea, non so se mi piacerebbe avere “il libro perfetto”, trovo estremamente affascinante barcamenarmi nel disordine dei miei libri ammonticchiati, me ne capita sempre uno a caso, ed in ognuno c’è qualcosa di perfetto e unico, perché diverso. Un po’ come le persone, hai presente un affollato centro commerciale? per uno scrittore è il luogo ideale, come per il lettore la sua liberia, o una biblioteca comunale. ti metti a osservare le persone, che siano di per sé oggettivamente belle o brutte o perfette, è solo un dettaglio, ma la differenza quella sì che salta all’occhio, con i tic, il modo di vestire, di trascinare i piedi, di spostarsi i capelli, il tono della voce, quel correre frenetico sui tacchi con i polpacci tesi e snelli come corde di violino stirate in una sinfonia di scatti, i bambini, il vociare dei capricci… e la cosa bella è che tutto questo poi diventa proprio una pagina, quella speciale di uno di quei tanti libri ammonticchiati e polverosi che prima o poi, chissà poi come, fanno capolino imponendoti di dar loro nuova attenzione.
    un abbraccio.
    nc

    • Andrea Pomella Says:

      Oh Nat, tu dimentichi che io sono fondamentalmente pigro e nichilista. Un pigro nichilista è il peggio che si può trovare sulla faccia della terra. E poi riflettevo sul fatto che in una biblioteca personale ci sono tanti libri e un solo lettore. E se invece fosse il contrario? Una cosa a cui non si pensa mai è che ogni libro è il risultato di un’osservazione. Il libro ha osservato l’uomo molto prima che l’uomo abbia potuto mettere gli occhi sul libro.


  5. ecchlallà! come non detto.

  6. pani Says:

    anche la pigrizia ha diverse angolature. Chi legge può sembrare pigro ma vuoi mettere quanto più comodo e pigro è guardare un film? E scrivere? Può dare piacere ma anche spezzare la schiena.
    Tornando al libro perfetto, quello non ci sarà mai, altrimenti non avrebbe più senso scrivere.


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