Dio è un dispositivo per le intercettazioni del pensiero

Da bambino, al tempo in cui cercavano di insegnarmi il catechismo, avevo l’idea di Dio come di un dispositivo per le intercettazioni del pensiero. Ero convinto che ogni cosa che mi passasse per la mente lui potesse leggerla, decodificarla e giudicarla. In sostanza mi sentivo nudo e vulnerabile anche e soprattutto nell’unico dominio umano in cui siamo teoricamente irraggiungibili: la nostra immaginazione. Per sfidare questa insopportabile violazione divina della mia privacy mentale sfidavo Dio nel silenzio dei miei pensieri, capitava così che quando la catechista ci imponeva la preghiera io, nel recitare a mente l’Ave Maria, riempissi le pause tra i versi con turpi bestemmie, il mio turpiloquio silenzioso aveva lo scopo di mettere alla prova il sistema di ricezione di Dio. Il risultato di ciò è che mi saliva un’ansia formidabile, ma poiché Dio non mostrava segni di collera nei miei confronti, concludevo che la sua spycamera fosse temporaneamente fuori uso. Qualcosa di analogo si ripeté quando morì mio nonno. Qualcuno mi aveva spiegato che i morti abitano in mezzo a noi, che ci osservano. Così io vissi anni di completa mortificazione per paura che mio nonno potesse giudicare le mie azioni e rimanerne deluso.

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3 commenti
  1. pier paolo ha detto:

    mi hai ricordato il film di bellocchio l’ora di religione, nel quale il figlio del protagonista, ossessionato dall’idea che dio lo controlli, si nasconde in un luogo piccolo e buio, nella speranza che così dio non possa leggere i suoi pensieri…

    • Andrea Pomella ha detto:

      Non ho visto il film di Bellocchio, sai. Ma rimedierò.

  2. elisabetta ha detto:

    Sai, è consolante sapere che anche altri hanno vissuto lo spionaggio di Dio come disagio. Anch’io pensavo sempre che giudicasse in continuazione ogni mia scelta o gesto ma ero troppo tentata dal trasgredire sia con i fatti che con le parole, era come una sfida. Poi, come dici tu, non succedeva nulla: niente punizioni dall’alto. Tranne qualcuna inventata occasionalmente. Un saluto. Elisabetta.

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