Una grande opportunità

4 ottobre 2011

Apro la porta dell’ascensore, la donna è ferma davanti a un quadro. Il quadro è la riproduzione dozzinale di un’antica cartografia, fa bella mostra di sé nel corridoio che conduce alla portineria del palazzo. È piccola e tozza, coi tratti del viso orientali. Guarda il quadro per non guardare me, è una forma di timidezza, una difesa contro le storture di questo mondo. Non sono neppure le sette del mattino e lei è già qui con la sua borsetta a tracolla che stringe sotto il braccio come se fosse una figlia. Dev’essere il suo primo giorno di lavoro, un lavoro a servizio presso una delle famiglie borghesi che vivono nel palazzo. Ci tiene a mostrare il dono della puntualità. Per non rischiare di fare tardi è arrivata con un colossale anticipo. In questo mi ricorda mia madre. Quando ero piccolo anche mia madre lavorava a servizio presso la famiglia di un avvocato. La moglie dell’avvocato era “la signora”, non c’erano altri titoli per definirla. Loro erano la classe dei signori padroni e borghesi, mia madre era “la donna”, io suo figlio. Il marxismo l’ho assorbito così. Perciò mi intenerisce l’occhiata di traverso che mi sfiora, timida ed emozionata, di questa donna in attesa davanti alla porta dell’ascensore, un’occhiata che sembra dire: “Questa è la mia grande opportunità”. Il mese prossimo potrà saldare molti dei suoi debiti e conti. Il pensiero mi dà un conforto agrodolce. Filo via, mentre mi cala sulla schiena l’ombra enorme di una vita passata.

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4 Risposte to “Una grande opportunità”


  1. commuovi restituendo tante vite.


  2. ho detto “commuovere” nel senso della messa in moto emotiva. Quello che noto nella tua scrittura, nel cogliere un frammento, una porzione di tempo e vita, è un meccanismo che sento molto affine alla poesia, cerco di spiegarmi. Descrivendo un piccola azione, una piccola scena, fai rientrare in essa una moltitudine di possibili altre vite appena abbozzate dalla tua penna, insomma è cose se imbeccassi con una sola pennellata una traccia che ognuno potrà leggere e “arzigigolare” mentalmente a suo piacere. In questo trovo la tua prosa “evocativa”.
    Quindi commuovi, perché smuovi. e spero che anche così ti vada sufficientemente bene.
    ciao Andrea.
    n.


  3. * cose se… ovviamente è un “come se”


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