Guardare lo scrittore che scrive

7 novembre 2011

Mentre me ne sto seduto sul divano oziando alle otto di sera di una domenica piovigginosa che pare le nuvole entrino nella stanza, faccio un pensiero che a parer mio è significativo e strano. Allora penso a questo: che le cineteche sono piene di musicisti ripresi mentre suonano, di pittori filmati mentre dipingono, ma non c’è neppure l’ombra di scrittori ritratti nell’atto edificante della loro arte, ossia mentre scrivono. La mia non è solo una curiosità professionale, un’omissione del genere deve pur avere un significato. Perché gli umani sono interessati a quello che uno scrittore ha da dire, e quindi corrono in massa a quei riti grotteschi che sono le presentazioni dei libri, perché interrogano un autore su ogni questione del presente, ne fanno un catalogo da cui attingere belle frasi da sciorinare sul profilo di un social network, e non sono invece curiosi di sapere che faccia ha mentre compie il gesto che dà senso alla sua attività, ovvero il momento materiale della scrittura? Vedere uno scrittore al lavoro è una rarità. Sbirciare nel suo studio, scrutarne le abitudini, i vizi, controllare le copertine dei libri che tiene sul tavolo accanto a sé, il tè o il caffè o il vino o il rum che sorseggia, può dirci molto della sua arte, può aiutarci in qualche modo a penetrare il mistero della creazione letteraria. Eppure è una cosa che sembra non interessare nessuno. Davvero interessa solo a me, che me ne sto seduto sul divano alle otto di sera e non ho niente di meglio da fare se non ricavarmi questo ennesimo nascondiglio?

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6 Risposte to “Guardare lo scrittore che scrive”

  1. libera Says:

    Sarà forse che i pensieri non fanno rumore e non hanno colore? Dopo tutto l’atto dello scrivere è quanto di meno plateale possa esserci. Chissà!

  2. Sandro jr Says:

    Leggendo quanto hai scritto mi è venuta in mente una scena di “Scoprendo Forrester” di Gus van Sant, quando il vecchio scrittore insegna a scrivere, nel senso di battere materialmente sui tasti della macchina da scrivere, al giovane discepolo; a un certo punto gli grida da un’altra stanza che vuole sentirlo pestare sui tasti. Forse quello che manca è un suono della scrittura, che ne definisca il ritmo e che catturi l’attenzione. Forse. Comunque è un aspetto che, da non scrittore, mi ha sempre incuriosito.
    Sandro

    • Andrea Pomella Says:

      Stimolante il ragionamento sul suono della scrittura, però la tastiera di un computer ha un suono, che non sarà quello della macchina da scrivere, ma è pur sempre un suono. Forse, semplicemente, l’atto della scrittura in sé non ha niente di interessante.

  3. kara44kara Says:

    a me interessa. interessa pazzescamente e il fatto di non averci mai pensato fino a che non ti ho letto ora, mi fa anche un po’ incazzare. è vero ciò che dici. io voglio entrarci in quello studio. in quelle foto. e lo farò in qualche modo. grazie per questo schiocco di dita 🙂


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