Un cartello in portineria

Stamattina sul vetro della portineria c’era un cartello: chiuso per lutto. Ho incontrato il portiere ieri mattina, era impegnato nella pulizia dell’ascensore, sembrava tranquillo. Oggi invece c’è questa novità funesta. Dev’essere dura, penso, lavorare in un condominio, restare immobili dove tutti passano senza fermarsi mai, raccogliere la posta della gente, trattare coi corrieri. Ci vuole del talento per fare un mestiere così, perché bisogna amare un palazzo intero, scale, terrazza e locali caldaia compresi. Io, da quasi due anni a questa parte, non faccio che salire al terzo piano, non conosco altro che questo tragitto che compio ogni giorno. Lui invece sa tutto del palazzo, ne conosce ogni angolo e ogni segreto. Il palazzo è il suo grande romanzo corale. È al corrente delle storie delle famiglie che vi abitano, dei pettegolezzi, ha esperienza delle cose. Tra me e lui non c’è una gran differenza, entrambi siamo immersi in una specie di cecità fluviale, chiusi dentro un’architettura popolata di personaggi illusori. Stamattina lui ha preso un congedo temporaneo dal suo mondo, ha messo un cartello e si è dileguato. Io non ho mai fatto una cosa simile coi miei personaggi, affiggere un cartello di chiuso per lutto, rimandare la storia a un altro giorno.

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2 commenti
  1. iraida2 ha detto:

    “Il palazzo è il suo grande romanzo corale” Geniale!!!

    • Gloria ha detto:

      Mi ha fatto venire in mente il bellissimo romanzo “L’eleganza del riccio”.

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