L’uomo era a letto

20 febbraio 2012

Apro un libro, un libro qualsiasi, e leggo una frase semplice, breve: “L’uomo era a letto”. La frase ha un punto e a capo, spicca nel quadrato della pagina, non vuol dire niente di più di questo. Ora penso di guardare la copertina del libro, è un libro di Faulkner. Di colpo la frase si gonfia, si dilata oltre lo spazio fisico che occupa sulla pagina, e io – ora che so che l’ha scritta Faulkner – immediatamente vedo intorno all’uomo sdraiato sul letto un universo gravitazionale. Ma chi mi ha detto che l’uomo è sdraiato? Nella frase non c’è mica scritto questo. L’uomo potrebbe essere seduto, con le gambe sotto le coperte e il busto sollevato dal cuscino, eppure io so per certo che è sdraiato, ho letto abbastanza di Faulkner per sapere che se ha scritto “L’uomo era a letto” intendeva esattamente questo, intendeva sdraiato. Subito dopo vedo la stanza da letto, vedo i doppi cuscini (è evidente che l’uomo in questione soffre di mal di cervicale), vedo un comodino spoglio, un fascio radente di luce che entra dalla finestra. È mattina, non si discute, forse è domenica, in ogni caso è un giorno di festa, è innegabile, è inconfutabile. E l’uomo a letto non ha nessuna voglia di alzarsi. Va da sé che è ancora ubriaco dalla sera prima (guardando bene si vede perfino una bottiglia di whisky rovesciata sul pavimento), però ora ha addosso la malinconia, l’umore lugubre dell’America. Un momento, il libro non è di Faulkner, in realtà avevo in mano due libri sovrapposti. La frase “L’uomo era a letto” non l’ha scritta lui, magari sì, l’avrà scritta pure da qualche parte una frase così, ma non qui, non in questo libro che io ho aperto a caso. Allora tutto si contrae, l’uomo, la stanza, la luce, il comodino, la bottiglia di whisky, tutto si avviluppa su se stesso, come un foglio di giornale passato sulla punta di fiamma di un cerino. La frase torna a esprimere un significato elementare, descrive un uomo a letto, un uomo di cui non si sa niente, e basta. E tutto questo semplicemente perché io non so niente dell’autore che l’ha scritta, non ho mai letto niente di lui, non so neppure di che nazionalità sia. Ecco, a ben vedere io non so neppure come ci sia finito questo libro in casa mia, attaccato a un libro di Faulkner per giunta, come un parassita, come una sanguisuga che voleva aspirarne il mistero.

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