Perché la sinistra vuole che a governare sia la destra?

15 marzo 2012

In un paese normale il maggior partito di sinistra costruisce insieme ai partiti più piccoli, sempre di sinistra, una proposta di governo anch’essa, per logica di cose, di sinistra. In un paese normale, in un cui esiste un partito di sinistra normale, nessun dirigente di quel partito si sognerebbe di lavorare per la riconferma di un governo che, sebbene sia supportato dall’aggettivo “tecnico”, possiede una netta connotazione di destra. Una destra che – si faccia ben attenzione – è destra vera, non quel misto di interesse personale e ciarlataneria che connotava la destra precedente, quella monarchica berlusconiana, che ha deturpato il summenzionato paese (che proprio da allora non può più dirsi, appunto, un paese normale). Perché allora in un paese anormale dal maggior partito di sinistra si levano continuamente voci che vorrebbero una prosecuzione dell’attuale esperienza di governo (un’oligarchia di uomini e donne di salda provenienza alto borghese e di banchieri di sistema)? Ebbene, è questa la domanda che, con buona dose di sconcerto, continuo a farmi da qualche mese a questa parte. Perché in un momento storico in cui la sinistra avrebbe i numeri per vincere le prossime elezioni e andare al governo con una vera proposta di sinistra – e non con stemperate annacquature pseudo socialdemocratiche – i suoi principali esponenti non sembrano impegnati in altro modo che non in una pervicace e un po’ masochistica negazione di se stessi? In parole semplici: perché la sinistra, e in special modo una parte non trascurabile del gruppo dirigente del partito democratico, vuole che a governare l’Italia sia, negli anni a venire, ancora la destra?

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6 Risposte to “Perché la sinistra vuole che a governare sia la destra?”

  1. iraida2 Says:

    Forse tutto è cominciato con il XX congresso, con la fine del PCI. Il processo di transizione che avrebbe dovuto rinnovare il partito con una politica ed un’organizzazione più aderenti ai cambiamenti sociali, è stata un fallimento totale. Una grande forza politica in una ventina d’anni si è svuotata del suo originario significato sociale, svendendo la sua anima, per un’idea della politica ultra-liberista e generando, negli anni, formazioni politiche a impronta liberal-democratiche che, oggi, non fanno nessuna fatica a sostenere il governo dato in sub-appalto a Monti, Passera, Fornero e compagnia bella. Accantonata la questione morale, oggi sono accomodati sui loro privilegi e tornaconti personali, incapaci di fronteggiare l’autoritarismo di un Marchionne o contrastare la controriforma delle pensioni . Inutile sperare che elaborino un’idea diversa, di società e lavoro, rispetto alla destra. E’ da un pezzo che non fanno altro che imitarla! La” proposta di sinistra” non possono farla perché non ce l’hanno, non è più nel loro corredo genetico pensare con il cervello a sinistra e poi sono vecchi, e non mi riferisco al dato anagrafico (avevo sedici anni quando andavo ad ascoltare” giovani” come Pajetta, Amendola, Ingrao e Berlinguer) . Questi sono vecchi, loro, il loro modo di parlare, le loro idee, ammesso che ne abbiano, vecchi come cappotti rivoltati.

    Mi scuso per la lungaggine ma un ultimo pensiero, quello di un grande, Josè Saramago:
    “Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo – e a maggior ragione il comunismo – è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione”

    Buona giornata a te.


  2. La decadenza è cominciata già con Berlinguer, sceso prima a patti, poi a compromessi, poi a complicità con la peggiore feccia democristiana e con il capufficio di Washington, in chiave antisinistra extraparlamentare. Ma su questo so di non essere molto popolare, Berlinguer è ancora un intoccabile per alcuni, soprattutto per quelli un po’ più giovani di me. Che poi egli sia stato un vero statista rispetto a quelli di oggi, è indiscutibile. Me lo ricordo bene. Oro, se paragonato a Bersani o al criminale D’Alema, che era proprio un delfino del buon Enrico. Anche i grandi si sbagliavano …

    • Andrea Pomella Says:

      Non so, così mi sembra di prenderla un po’ troppo da lontano. Rimanendo ai giorni nostri a me sembra che ci sia una guerra tra bande, che il Veltroni che candida Letta per mettere i bastoni tra le ruote a Bersani sia il corrispettivo politico del famoso marito che si autoevira per far dispetto alla moglie.


  3. Andrea, quelli di oggi sono talmente meschini … così piccini nel loro arrivismo arraffone e volgare… così evidente la loro complicità con le banche ultraliberiste … così palesemente di destra … di cosa parliamo, mi chiedo? La sinistra sta dove è sempre stata, fuori dal parlamento. Berlinguer per un po’ tentò di vendere la classe operaia strappando il milgior prezzo possibile, un buon prezzo, ma sempre “vendita” era… non era già più lotta di classe, ma lui non lo disse a nessuno. Questi dopo di lui hanno continuato in quel solco, con grandi spinte criminali sull’acceleratore. La società dormiente “di sinistra” non se n’è ancora accorta…


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