Il mestiere degli italiani

8 maggio 2012

Negli ultimi anni mi ero abituato a pensare alla Francia come un paese di destra e alla Spagna come uno di sinistra. All’Italia invece non mi sono mai abituato. Poi penso: e la Francia di Mitterand? E la Spagna di Aznar? Insomma, un paese è di destra o di sinistra per un periodo limitato di tempo, non lo è in senso assoluto. Può esserlo come tendenza generale, ma poi c’è la democrazia, quella bilancia che oscilla da una parte e dall’altra, che garantisce la continuità in nome dell’alternanza. Cosa sia l’Italia invece non è mai stato chiaro a nessuno, neppure negli ultimi vent’anni, quando nelle urne e nella testa della gente ha vinto un magnate piccolo fascista. L’Italia non è di sinistra, questo è poco ma sicuro. Se si scorrono i risultati elettorali dal dopoguerra a oggi, si scopre che i voti andati alla sinistra si sono sempre aggirati intorno a un terzo del totale dell’elettorato. Quando la sinistra è andata al governo lo ha fatto con l’appoggio di una componente cattolico-moderata che per una volta ha deciso di voler tentare la strada del riformismo. Ma se la sinistra rappresenta geneticamente un terzo di questo paese, i restanti due terzi non sono di destra. Di fatto non è mai esistita una destra in Italia. C’è stata piuttosto una successione di rappresentati politici che hanno incarnato di volta in volta un populismo servile e profittatore, uomini capaci di interpretare un sistema sociale profondamente corporativo e feudale che si riconosce solo nelle logiche localistiche, nel benificium dato in concessione dal dominus, nel vassallaggio più meschino. È questa la ragione del successo pluridecennale di un partito come la Democrazia Cristiana, che pur avendo tutte le caratteristiche di un partito di destra si è sempre definito di centro. Insomma, gli italiani vanno con tutti e non stanno con nessuno. Che è pur sempre una cosa che per farla ci vuole mestiere.

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3 Risposte to “Il mestiere degli italiani”

  1. guido mura Says:

    La mia personale visione, da qualche tempo, è che destra e sinistra siano categorie inventate dal potere per dividere le masse e dominarle meglio. Nella realtà esistono ricchi e poveri, uomini di potere e masse che delegano il potere a un’oligarchia. La sinistra non sa rappresentare veramente i poveri perché ha inglobato troppi ricchi ed è fortemente inquinata dal potere economico e intellettuale; mentre la cosiddetta destra è costituita in gran parte da poveracci che aspirano ad essere ricchi e che hanno sperato di diventarlo grazie al “mercato”. Ora, “all’apparir del vero”, molte illusioni sono cadute e qualcuno comincia a capire che il predominio dell’economicismo e la possibilità di un arricchimento sciagurato che il sistema attuale consente possono causare la rovina generale dell’uomo.

    • Andrea Pomella Says:

      Sono anni che penso la stessa cosa, oggi esiste l’alto e il basso, i creditori e i debitori.

  2. Luca Says:

    Un mestiere sì, ma spregevole, quello di essere plebe e non individui. quando l’individuo appare qui viene perseguitato.


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