Dietro il sorriso di Renato Curcio

13 maggio 2012

Ho alzato gli occhi dal libro che stavo sfogliando, e dietro al banco c’era Renato Curcio. Sapevo che l’avrei trovato lì, il giorno prima avevo letto un’intervista fatta da uno di Repubblica ansioso di estorcergli qualche dichiarazione eclatante su quelli che hanno gambizzato Adinolfi a Genova, un’intervista in cui Curcio invece non fa altro che ripetere “basta, ora faccio l’editore”. Quindi lo sapevo che stava a Torino, al Salone del Libro, con la sua cooperativa editoriale, ma quando ho alzato gli occhi non avevo neanche fatto caso che quello fosse lo stand di Sensibili alle foglie. Ora, da molto tempo lui non porta più la barba, ma il viso è sempre quello, è facile riconoscerlo. Mi ha guardato per un istante con un quasi sorriso che non era proprio un sorriso, piuttosto era qualcosa a metà tra il cenno di cortesia di un commesso libraio che vuol farti capire che se hai bisogno è a tua disposizione e un pudore malcelato e tradito da una piega del labbro, un disagio – questo voglio dire – nel sentirsi parte, forse, di un mondo normale dopo che la propria vita è stato tutto fuorché una vita normale. Non è la prima volta che mi ritrovo faccia a faccia con un ex brigatista, è la prima volta però che colgo quell’imbarazzo, quegli occhi bassi che si rialzano solo per il tempo necessario a spiegare un sorriso che vuol essere professionale, ma che riesce a essere solo profondamente mesto. Cosa fosse in realtà quel sorriso non posso intuirlo né saperlo.

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Una Risposta to “Dietro il sorriso di Renato Curcio”

  1. iraida2 Says:

    Renato Curcio, pur non essendoci prove che abbia mai sparato un colpo, e in carcere, prima che il brigatismo rosso esplodesse in tutta la ferocia assassina che conosciamo, è assimilabile alla stessa follia di chi crede che, qualunque situazione sia in netta contrapposizione con la personale visione del mondo, si tratti di un Paese nemico o di realtà sociali ed etniche differenti o di donne, sia un ostacolo da eliminare con le armi. Per la cronaca, Curcio non si è mai pentito e io mi chiedo “un sorriso mesto può suscitare un sentimento di piètas”? non so, davvero!
    Buona giornata.


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