“Si può essere poveri e insieme felici”. Michele Mancino su Valori

Una recensione di Michele Mancino a “10 modi per imparare a essere poveri ma felici” pubblicata sul numero di settembre di “Valori”.

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Il cinema italiano del secondo dopoguerra sfornò una serie di film rimasti nell’immaginario collettivo. Uno di questi era “Poveri ma belli”, diretto da Dino Risi, a cui seguirono “Povere ma belle” e “Poveri milionari”. La domanda che scaturiva da quella trilogia era semplice e complicata al tempo stesso: che cosa serve per essere felici? I soldi non fanno la felicità, ma nell’ubriacatura di questi ultimi venti anni ci siamo illusi che fosse proprio il danaro e il poter comprare ciò che volevamo il motore principale del nostro stare bene in tutti i sensi. Questo modello, a causa della crisi economica internazionale, ha calato finalmente la maschera di felicità effimera per mostrare il suo lato peggiore: la capacità di ridurre gli esseri umani a consumatori seriali. La sfida è confutare l’assunto “consumo, dunque sono” (come direbbe Zygmunt Bauman) e riscoprire il valore della cultura della povertà (ben diversa dalla miseria), che non spreca ma custodisce e che è in grado di far riscoprire il senso di una vita felice al di fuori dello scaffale di un supermercato.

MICHELE MANCINO

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