Coltelli di plastica

10 novembre 2012

Questo è un mio racconto apparso su Uno nove l’otto novembre duemiladodici. Comincia così…

***

Porta a tavola le posate di plastica, i bicchieri di plastica, i piatti di plastica, la bottiglia da 1,5 di minerale; anche la bottiglia è di plastica. Patrizia è seduta a tavola e aspetta. Suo figlio Sandro le serve gli spaghetti col tonno che ha appena tolto dal fuoco, mentre li raccoglie a ciuffi con due forchettoni pensa che forse dovrebbe eliminare anche il fuoco, ma non si può. Lei fa una vita frugale, si alza presto ogni mattina per farsi il bagno nella vasca, poi torna a letto infagottata nel lenzuolo bianco, prima però passa in cucina per fare colazione, una tazza di latte freddo e fette biscottate spalmate di marmellata, gliele prepara lui la sera prima. Si rimette a letto, dopo colazione, e non si alza mai prima che la luce del pomeriggio incominci a consumarsi, a sbiadire.
– Preferivi la pasta al sugo? – le chiede Sandro, esaminando il corpo magro e robusto di sua madre, eternamente avvolto in una vestaglia [continua qui]
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2 Risposte to “Coltelli di plastica”

  1. Guido Mura Says:

    L’efexor spiega tutto, mi sembra. Racconto coinvolgente. Certo, bisognerebbe eliminare anche il fuoco; ma come si fa?


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