Non ho un’opinione sul mercato della bulloneria e sulle brugole

22 novembre 2012

Giorni fa mi metto a parlare di libri con questa qui. Lei con aria molto affaccendata mi fa: “Io leggo tanto, sai, ma non i libri che pensi tu”. “Io non penso niente”, le rispondo. Lei ride, fa finta di darmi una spinta leggera. “Cioè non quei libri pieni di descrizioni”. “Ma gli scrittori descrivono”, le faccio presente. Fa una pausa, poi scuote la testa: “Sì, va be’”. Il suo “Sì va be’” va letto come una dichiarazione di insofferenza nei miei confronti, ma anche nei confronti dei libri, o meglio, di tutti quei libri che non sono stati scritti da Saint-Exupéry (che – per inciso – sono la maggior parte dei libri, ma lei non ne sembra molto convinta). Io non ho niente contro Saint-Exupéry, è solo che non mi piace perder tempo a parlare di libri con chi – sembra una banalità ma non lo è – non legge libri. Eppure il mondo oggi ci richiede di essere iper-competitivi e tutti dobbiamo avere un’opinione su qualsiasi cosa, e a questo non riesco ad abituarmi. Io per esempio non ho un’opinione sul mercato della bulloneria e sulle brugole, perciò non ho la pretesa di entrare in una ferramente e mettermi a discutere su quale sia la marca migliore di rivetti autofilettanti a testa tonda. E poiché non posso ogni volta mettermi a concionare – non ne ho la pazienza, la preparazione, la voglia – preferisco fare la parte dell’antipatico. Poi mi metto a pensare: “Boh, però chissà, magari lei stasera trova il coraggio di prendere in mano I fratelli Karamazov, e magari le piace pure, e poi si mette a fare paragoni, e capisce che Dostoevskij non è Saint-Exupéry”, a quel punto però mi vengono un sacco di scrupoli, perché forse avrei dovuto spiegarle con un po’ di pazienza cosa intendo di preciso quando dico che “gli scrittori descrivono”, insomma spiegarle che le persone che criticano un libro accampando la scusa che “ci sono troppe descrizioni” mi mandano in bestia. Tutto questo per dire che sono un estremista, un fanatico odioso e saccente, e che non mi piace parlare di libri. Anche se alla fine ne parlo tutto il giorno e con chiunque.

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9 Risposte to “Non ho un’opinione sul mercato della bulloneria e sulle brugole”


  1. Mi sento chiamata in causa, quindi commento. Ha ragione lei. 1° perché è femmina. 2° gli scrittori non descrivono, suggeriscono. Creano con le parole delle immagini nella tua testa. E quelli bravi ne usano meno perché usano quelle giuste. Pacebbene.

  2. Andrea Pomella Says:

    Tu mi sei molto simpatica, però sul secondo punto non sono d’accordo. Gli scrittori, non potendo mettere il lettore in rapporto diretto con la storia che intendono raccontare, fanno una cosa semplice: la descrivono. E cercano di farlo nel miglior modo possibile per accorciare quella distanza. Lo scrittore è il medium tra il lettore e la storia. Suggerire invece implica il fatto che esiste una sola verità possibile, e quella verità viene imboccata. Quindi non mi piace.
    Sul primo punto invece sono d’accordo.


    • Ok, interessante il tuo punto di vista. Però pensa, a me verrebbe da dire il contrario: descrivere mi sembra implichi il fatto che esista una sola realtà possibile, quella oggettiva, mentre suggerire è proprio l’azione che a me fa venire in mente una possibilità maggiore di interpretazione per il lettore. Ma forse è solo una questione di termini: mi pare che siamo d’accordo sul fatto che chi scrive debba raccontare senza definire, lasciando un margine a chi legge per infilarci le sue personali modalità. Sbaglio?
      Ecco, per me è importante che uno scrittore sappia scegliere quello che descrive: magari può essere meticoloso nei dettagli di un particolare, se serve a trasmettermi uno stato d’animo. Ma deve selezionare bene e non raccontarmi tutto! E scusami per l’invasione 🙂

  3. Amedeo tommasi Says:

    I rivetti autofilettanti a testa tonda sono una trovata.
    Sessuno parla di scultura, letteratura, filosofia, perchè non ne capiscono. Ma tutti parlano di musica o di libri, perchè credono di capire. E la musica è la cosa piū difficile da capire.
    Il mondo è fatto cosí.

  4. elisa Says:

    comincio ad essere incuriosita dalla bulloneria, soprattutto questi rivetti autofilettanti citati da Amedeo..cioè come si “autofilettano”?
    tornando a bomba per me non ha ragione “questa qui” come l’hai definita tu..
    la sensazione è che legge poco e cose di bassa lega..
    per quanto se avesse letto un manuale sulla bulloneria magari avrebbe potuto spiegare a me, nella mia infinita ignoranza, delle autofilettature..

    • Andrea Pomella Says:

      Ah, tu dici che si chiamano “autofilettanti” perché si “autofilettano”? In effetti non fa una piega.

  5. elisa Says:

    .. 🙂 ho preso una cantonata?

  6. elisa Says:

    ..ovviamente scherzavo..


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