Italia bene comune

26 novembre 2012

Una domenica. Come ogni domenica di sole esco a fare due passi. C’è una ragazza che cammina davanti a me sul marciapiede. Si ferma per chiedere un’informazione, e quando si ferma mi accorgo che è straniera, ha i tratti del viso orientali, il colore bruno della pelle. È davanti a una signora della Roma bene, una con un’enorme crocchia di capelli castani ramati, la pelle bianca fitta di rughe, il cappotto e la borsetta, il vassoio di paste infiocchettato che tiene in braccio come un neonato. La ragazza chiede alla signora se sa indicarle dov’è una farmacia. La signora serra la mascella infastidita e guarda verso la cima dei palazzi. Glielo dice a mezza voce: “Te la cerchi la farmacia”.

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3 Risposte to “Italia bene comune”

  1. elisa Says:

    …se po’ dì ‘Na stronza” ?

  2. anonimo Says:

    La madre delle paste si sedette al tavolo della cucina. Ingoiò un bigné alla maniera di Saturno e sprofondò assente nella spalliera imbottita. Un sussulto, due, gli occhi spalancati a cercare aria. La vena del collo gonfia di furia e raccapriccio. Il bigné la portò all’altro mondo in pochi silenziosi minuti. Nel frattempo Hikele trovò la farmacia.

  3. elisa Says:

    ..ah nemmeno le portava in dono le paste..erano per “uso personale”..
    confermo l’epiteto che le ho rivolto più sopra.


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