La misura del danno

14 gennaio 2013

La misura del danno - copertina

Il prossimo 23 gennaio esce in libreria per l’editore Fernandel La misura del danno. È un romanzo, l’ho scritto tra i mesi di maggio e ottobre del 2011. L’argomento di cui tratta, per sommi capi, è questo: ascesa e caduta di un attore pop sullo sfondo del ventennio della regressione (1990-2010). Un ventennio che per il protagonista di questo racconto segna il passaggio dai venti ai quarant’anni, ossia l’età che per ogni uomo coincide con la piena maturazione, ma che per la storia d’Italia ha invece significato il trionfo dell’immaturità.

Copio e incollo dalla quarta di copertina:

A trentacinque anni la carriera dell’attore Alessandro Mantovani registra un’impennata improvvisa. Le vecchie fiction, in cui interpretava la parte del ragazzo dalla faccia pulita e ipervitaminica che indossa felpe col cappuccio e fa innamorare le adolescenti, lasciano il posto a pellicole d’autore, film che lo consacrano come il testimonial del nuovo cinema italiano. Per uno come lui, cresciuto in una borgata romana, figlio di una casalinga e di un operaio dell’Autovox, è l’occasione che aspettava per entrare nelle grazie di quella borghesia liberal-progressista che da sempre orienta i gusti culturali della nazione. La sua ascesa però è fatalmente destinata a interrompersi quando perde la testa per una minorenne con cui ha una breve relazione. Lo scandalo sessuale, venuto presto allo scoperto, fa rimbalzare la vicenda sui media, alimentando uno scontro politico in cui la cronaca è deformata dallo spettacolo, e in cui la sorte dei protagonisti diventa il simbolo della nostra epoca feroce.

In Lapidarium – In viaggio tra i frammenti della storia, di Ryszard Kapuscinski (Feltrinelli), ho scovato un passaggio che ben si confà agli aspetti generali che ho voluto trattare nel romanzo. Scrive Kapuscinski:

“In questa nostra parte di mondo […] la storia sembra aver perso la strada e, sentendo di star errando da troppo, ha preso a indietreggiare verso il punto di partenza, verso il luogo dal quale, a un dato momento, ha imboccato la direzione sbagliata. Così il progresso storico assume carattere di un movimento non in avanti ma all’indietro, da cui il suo paradosso e il suo limite. Oggi la politica sostituisce tutto: teatro, pittura, letteratura. Li sostituisce per introdurre il regno del ciarpame e del kitsch”.

Il regno del ciarpame e del kitsch, appunto; il reame dentro cui siamo immersi, entro i cui limiti misuriamo le nostre carriere, i nostri successi e le sconfitte, le nostre vite.

Concludo con un breve estratto dal primo capitolo del romanzo:

“E mentre la sua risata riempiva l’interno dell’Audi, come il riflesso di una spilla argentata investita da una raggio di luce, tutti i suoi scrupoli convergevano verso un unico punto, un pensiero del tutto nuovo, che mai, nella sua vita precedente, si era affacciato. La sua risata era un po’ come lo stoicismo di un uomo che cerchi di sopportare valorosamente l’amputazione di un braccio. Andare con una minorenne significava iniziare una sequenza di logoramento a capacità massima, avviare uno stress test dal quale sarebbe uscito profondamente trasformato. Ma era ciò per cui si era preparato negli ultimi quindici anni della sua vita, il culmine di tutta la sua scalata sociale. Era il suo programma di valutazione dei rischi. La sola maniera per fare di sé un bel prodotto moderno”.

La misura del danno – Andrea Pomella
Editore: Fernandel
Pagine : 144
Prezzo : 12,00 €
ISBN : 9788895865768
IN LIBRERIA DAL 23 GENNAIO 2013
 
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2 Risposte to “La misura del danno”

  1. Silvia Says:

    Inizio il countdown. 🙂

  2. pier paolo Says:

    evvivaevviva!!


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