Opinioni sui romanzi di Tizio, di Caio e di Sempronia (ovvero del perché in Italia ci sono più scrittori che lettori)

31 gennaio 2013

Tizio Caio Sempronio

Entro in libreria. Ci siamo io, il libraio e due signore. Le signore chiedono opinioni al libraio. Gli chiedono un parere sul romanzo di Tizio. Tizio lo conosco personalmente, non posso dire di essergli amico però non mi piacerebbe sentire che il libraio ha una pessima opinione di lui. Il libraio sa fare il suo mestiere e dice del romanzo di Tizio quel che effettivamente, nel bene e nel male, c’è da dire sul romanzo di Tizio. Io continuo a sfogliare qualche libro in santa pace, con aria svagata, come se non ascoltassi la loro conversazione. Esaurito l’argomento Tizio le due signore chiedono al libraio un parere sul romanzo di Caio. Conosco anche Caio, come per Tizio non posso dire di essergli amico, però lo sono senz’altro di più di quanto non lo sia con Tizio. Anche nel caso di Caio mi dispiacerebbe sentire che il libraio non ha una buona opinione di lui. E infatti non ce l’ha. Stronca senza mezzi termini il romanzo di Caio, lo fa però con cognizione di causa, esibendo una critica avveduta. Io non sono d’accordo col giudizio del libraio, ma visto che non faccio parte della conversazione continuo a starmene in disparte ficcando il naso negli scaffali. Esaurito l’argomento Caio le due signore chiedono al libraio un parere sul romanzo di Sempronio. Sempronio in realtà è Sempronia, lei sì è una mia amica, non come Tizio e Caio con i quali c’è un rapporto di conoscenza e di stima reciproca che però non si può definire di amicizia. Nel caso di Sempronia non mi piacerebbe affatto sentire che il libraio ha una pessima opinione di lei. Allora decido di giocare d’anticipo. “Scusate se mi intrometto”, dico presentandomi al libraio e alle due signore. “Il romanzo di Sempronia è bellissimo. E non lo dico perché Sempronia è una mia amica. Quando ho letto il suo romanzo non eravamo ancora amici. Quindi che non si dica che sono fazioso. L’ho anche recensito da qualche parte, e se volete vi faccio avere il testo della recensione”. Il libraio incrocia le braccia e tace. Le due signore a loro volta mi guardano con un’aria perplessa. La conversazione più o meno finisce lì. Pochi minuti più tardi le due signore se ne vanno. Non hanno comprato né il romanzo di Tizio, né il romanzo di Caio, tantomeno quello di Sempronia. Però in compenso hanno compilato un modulo alla cassa e si sono iscritte al prossimo seminario di scrittura creativa.

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