Siamo aperti anche domenica

12 aprile 2013

Così oggi, fermo nel traffico del venerdì, mi fisso a guardare un cartello appiccicato alla vetrina di un bar. Sul cartello c’è una scritta fatta a mano con un pennarello blu e una grafia sfarfallante: “Siamo aperti anche domenica!!!” Mi chiedo da che derivi questa sproporzione di entusiasmo inscenata dall’abuso di punti esclamativi. E poi mi chiedo da che derivi, in generale, l’entusiasmo che si è imposto nella scrittura d’uso quotidiano, dove dilagano rafforzativi sentimentali anche quando non è richiesta l’espressione di alcun sentimento. E poi l’ultima cosa che mi chiedo è perché, quando scrivono, sembrano tutti smodatamente contenti, e quando poi li incontro al bar la domenica hanno le facce deturpate dall’angoscia.

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Una Risposta to “Siamo aperti anche domenica”

  1. Federico Mati Says:

    Forse perché si scrive da soli. Ed evidentemente non si può far altro che mostrare di essere migliori, felici. Pure senza carie. Invece al bar, dopo il caffè, la si deve abbassare quella tazzina. E allora non si è più soli. Lo sguardo diventa una sorta di confronto, di trauma. Perché stare insieme e’ una disabitudine: divide, angoscia per l’appunto. Meglio Facebook! Il più tosto dei punti esclamativi!!!!!!!! (Sono ironici, eh…)


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