Il candidato della rete e il candidato dei bar

23 aprile 2013

Julio IglesiasRodotà era il candidato della rete. Questa frase negli ultimi giorni l’ho letta e sentita centinaia di volte. E ogni volta ho pensato la stessa cosa. La rete non esprime un candidato, o meglio, la rete è un luogo in cui si riversano opinioni, lo è come lo sono tanti altri luoghi. E quindi se c’è un candidato della rete allora c’è un candidato dei bar, un candidato delle metropolitane, un candidato degli uffici pubblici, un candidato delle spiagge della Romagna. Il candidato dei bar, per esempio, credo sia numericamente più degno di attenzione del candidato della rete, perché la gente che dice la sua al bar, a naso, mi sembra di più della gente che scrive sulla rete. Solo che nessuno si è preso la briga di farsi un giro nei bar e appuntarsi le preferenze degli avventori dei bar, così nessuno può parlare del “candidato dei bar”. Ma anche se, poniamo il caso, ci fosse stato qualcuno che si fosse messo in testa di fare le “quirinarie nei bar”, costui avrebbe dovuto distinguere tra i bar-tabacchi, i bar-pasticceria, i bar-tavola calda, i bar-bar, perché – va da sé – c’è una differenza ideologica basilare fra chi arringa il povero barista di un bar-tabacchi e chi invece lo fa in un bar-bar. Ma se, senza andare troppo per il sottile, abbiamo preso per buona la notizia che Rodotà era il candidato della rete, cioè se effettivamente gli utenti della rete (espressione che per me continua ad avere un valore indicativo pari a “le specie che vivono negli oceani”) si sono espressi in maggioranza per Rodotà presidente (senza tuttavia che nessuno ci abbia indicato numeri o percentuali), allora dirò che nel bar che frequento io, la settimana scorsa, ho sentito una signora che diceva :“Io ci vedrei bene Julio Iglesias”; ragione per cui, in assenza di dati certi e di qualcuno che contesti la mia affermazione, oggi potrei placidamente dichiarare che il candidato dei bar alla presidenza della Repubblica era Julio Iglesias.

AGGIORNAMENTO: Ah, poi in giornata sono saltati fuori i famosi numeri e percentuali: Rodotà alle quirinarie ha preso 4.677 voti. Per quanto riguarda Julio Iglesias il dato è ancora parziale: sezioni scrutinate 1.

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Una Risposta to “Il candidato della rete e il candidato dei bar”

  1. L. Ariele Says:

    Divertenti considerazioni, bravo. Un po’ di spirito fa sempre bene, evviva l’ironia e le cose serie pussano via! Che sennò poi, ‘sta rete, sempre se esiste, si monta la testa…


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