Il lusso di non avere una casa di proprietà

30 aprile 2013

Allora, ragiono a voce alta. Voi che avete una casa di proprietà pagate l’Imu. Letta vi toglie l’Imu e vi rimane la casa di proprietà. Io non ho la casa di proprietà e non pago l’Imu. Letta toglie l’Imu e a me apparentemente non cambia nulla. Però Letta dice: “Per i comuni c’è un problema di liquidità che affronteremo”. Come? Con una nuova tassa. Che non pagherete voi proprietari di case (sennò non avrebbe senso che il governo prima vi toglie l’Imu e poi vi mette una nuova tassa sulle case di proprietà). La nuova tassa la pagherò io che non ho la casa di proprietà (ma forse anche voi, simpatici proprietari di case). Il risultato è che voi continuerete ad avere la casa di proprietà e io no. Però dovrò pagare una nuova tassa perché non ho una casa di proprietà. Quindi pagherò il privilegio di non avere una casa. Non so se ho capito bene, ma non avere una casa oggi è un lusso che non so se posso continuare a permettermi.

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16 Risposte to “Il lusso di non avere una casa di proprietà”

  1. Luisa Says:

    il problema non è chi paga cosa…. il problema è, se ho fatto e continuo a fare una vita di sacrifici per avere un tetto sulla testa e ho solo quella,,,, perchè devo pagare una tassa? Le tasse dovrebbero essere proporzionate alla reale situazione economica non a quello che uno dichiara. Le tasse facciamole pagare a chi riscuote “a nero” senza fatturare ne dichiarare ciò che guadagna. Le tasse facciamole pagare a chi evade e truffa non a chi a stento arriva a fine mese perchè ha uno stipendio da fame, un mutuo da pagare, figli che studiano o che loro malgrado sono disoccupati perchè chi offre lavoro vuole “esperienza” …. e non sai dove farla questa “esperienza” se tutti la richiedono. Le tasse facciamole pagare ai nostri politici che mi sa che ne pagano poche o niente. E basta prendersela con i poveracci che arrancano per arrivare a fine mese.


  2. Grazie per avermi aiutata a riflettere…
    Io rifiuto l’IMU per me ,e la tassa sostitutiva per entrambi.
    Altamente ingiusta ,l’IMU, per chi ha trascorso una vita di rinunce al fine di realizzare una casa di proprietà; mi rifiuto di dare per aver già dato. MI ritengo “fortunata” solo perchè ho avuto la possibilità di lavorare ,di scegliere la via delle rinunce,mi pesa essere proprietaria ,oggi.

  3. Giorgio Says:

    Però anch’io dovrò pagare una nuova tassa perché ho una casa di proprietà modestissima per la quale non pagavo l’IMU. Quindi pagherò il privilegio di avere una casa con una rendita catastale irrisoria. Non so se ho capito bene, ma avere una casa piccola e povera oggi è un lusso che non so se posso continuare a permettermi. Esiste una sostanziale differenza tra equità ed uguaglianza che non viene considerata dalla politica.

  4. isabella innocenzi Says:

    Chi non ha una casa non ha neanche modo di scaricare l’affitto.
    E poi, c’è mai stato qualcuno che controlli che non salgano gli affitti? io a 40 anni sono tornata a vivere come la studentessa che ero in affitto in una stanza!

  5. penna bianca Says:

    Il discorso non fa una piega. Anch’io sono tra quelli che, non so per quanto, potrò permettermi questo lusso.

  6. ziacassie Says:

    hanno assolutamente centrato l’obbiettivo: la guerra tra poveri.

    • Andrea Pomella Says:

      Non è una guerra tra poveri, perlomeno non è di questo che volevo parlare. In realtà l’obiettivo del post è puntare l’indice sui paradossi generati da certe politiche demagogiche.

    • Giumangi Says:

      Non è una guerra tra poveri. E’ detassare chi ha di più per togliere a chi ha di meno. Sic et simpliciter.

  7. Massimo Says:

    Anche vero che però c’è chi la casa di proprietà l’ha ottenuta facendo un culo così e tanti sacrifici e ancora la dovrà pagare per anni, e c’è chi invece non ce l’ha perché si è mangiato incosciamente i soldi guadagnati o si è grattato beatamente le palle preferendo campare di stenti, quindi non facciamo di tutta l’erba un fascio.

  8. DO Says:

    – Il bullo della scuola ha giurato di non rubare più la merenda a chi ce n’ha una ma sicuramente ora si sfoghera prendendo a pugni pure me che la merenda non ce l’ho (e non è dettp che non prenda a pugnii pure te che la merenda ce l’hai), Non so se posso permettermi di andare ancora a scuola senza merenda… –

    No non puoi permettertelo, bisogna che cresci e cheimpari a prendertela con chi ti prende a pugni non con chi non se li prende al posto tuo.

  9. scialuppe Says:

    Scusa ma una cosa è la prima casa dove abiti, che ti sei comprato facendoti un mazzo tanto, e altro sono le seconde e terze case.
    L’Italia è relativamente solida anche perchè tradizionalmente gli italiani investono moltissimo nella casa di famiglia…perchè devi prendertela con i piccoli proprietari che in genere sono niente altro che lavoratori dipendenti o piccoli imprenditori o artigiani (che fanno parte comunque di quello che una volta veniva chiamato proletariato)?
    Secondariamente c’è un’altra falla nel tuo discorso: è abbastanza ovvio che se sei in affitto l’IMU sulla casa che abiti verrà comunque scaricata sulle tue spalle dal proprietario aumentando l’affitto appena potrà. Questo effetto è stato un po’ mitigato dalla crisi che invece tende a far scendere gli affitti, ma, come è già stato detto, evitiamo le guerre tra poveri.

    Firmato: uno che ha messo tutto quello che aveva in una casa da cui dovrà sloggiare causa divorzio…

  10. fausto Says:

    In Italia c’è sicuramente una casa per tutti: con le unità abitative sfitte potremmo ospitare in un colpo solo l’intera Romania senza posare una pietra in più. Attenzione però: la roba dichiarata Istat/Catasto è solo una parte della montagna di immobili inutilizzati esistenti, non tutto viene censito. Un iceberg mostruoso, la nostra terribile bolla.

    L’Imu sui castelli e sui palazzinari dotati di duecento appartamenti invenduti andrebbe benissimo, vorrebbe dire far pagare a chi ha i soldi. Naturalmente chi ha il castello scarica la tassa nella partita aziendale, e i palazzinari beneficiano (udite udite) di una stupenda esenzione sui “cantieri” varata da Monti. I cantieri sono i palazzi di dieci piani invenduti, come avevate forse intuito già da soli. Risultato: l’Imu in realtà sottrae soldi esclusivamente ai salariati. La nemesi della progressività delle imposte.

    L’Italia di oggi tutela rendite, mega patrimoni, trasmissione ereditaria dei patrimoni; e reprime con violenza il lavoro e relativi redditi. Per superare il problema basterebbe dare a questa cosa il suo nome: si chiama *feudalesimo*. Abbiamo semplicemente bisogno di una nuova riforma agraria, come quella che ci fece decollare negli anni ’50: solo che stavolta, anziché i latifondi, bisogna dividere i palazzoni e i capannoni. L’alternativa è colare a picco.

  11. Gian Lorenzo Termanini Says:

    La prima casa e’ sacra non e’ giusto pagarvi alcuna tassa
    e’ spesso frutto di grandi sacrifici .
    Alcuni si divertono tutti i giorni , viaggi , ristoranti , auto , bei vestiti oppure vogliono lavorare il meno possibile e poi criticano chi si da da fare e risparmia per pagarsi il mutuo di un piccolo appartamento . Fate meno critiche , siate meno invidiosi di chi per fortuna o capacita e determinazione riesce a crearsi qualcosa senza rubare niente a nessuno !!! Gian Lorenzo Termanini

  12. Umberto Says:

    C’è un piccolo errore di fondo in questo ragionamento, che può sembrare un paradosso ma che invece non lo è affatto:
    l’imu è una delle tasse istituite per dare linfa alle casse dello stato sull’orlo della bancarotta, quindi in teoria per il bene di tutto il paese, proprietari di casa e non. La domanda quindi sorge spontanea: perchè per il bene comune lo devono pagare solo i proprietari di casa? Le tasse proporzionalmente devono essere pagate da tutti. Le imposte sulla prima casa di proprietà in ogni caso sono fondamentalmente ingiuste e inique. Avere un tetto sopra la propria testa non è un lusso ma un diritto, tassare questo diritto, soprattutto se pagato di tasca propria e spesso con enormi sacrifici, è vergognoso.

    • Gian Lorenzo Termanini Says:

      Concordo pienamente !!

      • fausto Says:

        La casa di abitazione è ben più che un diritto: è una necessità. Nemmeno mangiare è un diritto: è una cosa che devi fare, altrimenti muori. Chiaramente nessuno dovrebbe permettersi di tassare i bilocali intestati ai residenti, e comunque questo genere di tassazione suscita facilmente reazioni ferine, come la tassa sul macinato di medioevale memoria.

        Adesso la discussione è però un’altra, se ci avete fatto caso ascoltando i telegiornali: i nostri amici palazzinari vogliono esenzioni sui loro tesori. E i nostri amici “imprenditori” vogliono altrettanto per i propri capannoni vuoti; quelli nei quali non producono più niente, costruiti per speculare ed ottenere prestiti facili.

        Questi signori otterranno ciò che vogliono; indovinate a chi toccherà pagare il conto per permettere loro di continuare a speculare sul cemento? Speculare, badate bene, non produrre: se davvero producessero qualcosa, chiederebbero ben altri tipi di sgravio fiscale.


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