Try, Try, Try

2 maggio 2013

Ogni mattina vedo quest’uomo blindato in macchina con gli occhi vitrei e Try, Try, Try degli Smashing Pumpkins. Ha più o meno la mia età e se ne sta con le spalle rincagnate dentro un giubbotto jeans col collo di pelliccia, come andava di moda alla fine degli anni Ottanta, che mi fa pensare all’inverno, a mia madre la mattina presto, agli autobus per andare a scuola, alla luce livida dei sotterranei della vecchia Termini. Dentro al giubbotto lui non ci sta come dovrebbe stare qualsiasi uomo dentro il vestito che si è scelto, dentro al giubbotto sembra che lui ci sia precipitato. E insomma, l’amico che vedo ogni mattina non fa altro che muovere la testa, in un modo che non si sa se è per annuire o per tenere il tempo della musica. E la musica è lì dentro insieme a lui, ma è l’unica cosa viva in quella macchina, l’unica cosa – la musica – che batte ai vetri per richiamare l’attenzione di chi passa. Insomma, Billy Corgan batte ai vetri della macchina per dire: “Qui c’è un ragazzo, gente. Ha quarant’anni”.

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